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Intervista a Nicolò Stabile 623 400 Archivio Limone Lunare

Intervista a Nicolò Stabile

responsabilità principali
Crisci, Giulia (autrice)

Info edizione
lingua: francese
nazionalità: italiana

data e luogo di produzione
data di produzione: 2020 set. 09
luogo di produzione: Gibellina

descrizione fisica del materiale
copia di catalogazione
Nicolò Stabile_versione archivio
WAV
1.063.666.140
completo
00:50:15
sonoro
tecnica mono

abstract
Nicolò Stabile ripercorre attraverso la sua biografia gli anni del terremoto a Gibellina (1968), del post terremoto fino alla ricostruzione della città grazie al progetto visionario del sindaco Ludovico Corrao. Descrive il luogo dove vennero installate le baracche per la popolazione di Gibellina, che vi restò dal 1969 al 1980, raccontando della vita comunitaria, della solidarietà e delle lotte per condizioni di vita più dignitose. Nella sua testimonianza racconta la precarietà della vita in baracca, con una forte critica verso lo Stato che ha speso moltissime risorse per costruire le fondamenta e le infrastrutture della baraccopoli per poi disfarsene senza nessun progetto di riutilizzo. Spostandosi nel sito dell’antica Gibellina, descrive e racconta dell’opera d’arte ambientale “Il Grande Cretto” dell’artista Alberto Burri, realizzata tra il 1984 e il 1989, che ricopre e conserva le macerie della città dopo il terremoto. Infine il racconto si conclude a Gibellina nuova, ricostruita a 18 km dalla vecchia città, in un territorio altro rispetto al precedente in cui cambiano anche gli elementi del paesaggio, essendo questa situata al di là della valle del Belice e della montagna. La ricostruzione è stata un laboratorio per il sud Italia in cui il sindaco Ludovico Corrao coinvolse artisti e architetti di fama internazionale per creare un grande museo a cielo aperto e ripensare la città antisismica. Nicolò Stabile oltre a raccontare delle opere d’arte e delle architetture della città nuova dà alcuni elementi di contesto importanti per capire l’ideologia alla base della ricostruzione, ovvero l’urbanistica sociale, analizzandone gli effetti negativi rispetto alla socialità e alle abitudini degli abitanti in una Gibellina radicalmente diversa dalla precedente. Si fa riferimento al lavoro di Danilo Dolci e del Centro Studi che operava nello stesso territorio e che ha avuto un ruolo fondamentale nella Valle del Belice terremotata. I due processi, quello di Corrao e quello del Centro Studi, vengono paragonati in termini di spinta rivoluzionaria verso il cambiamento ma emerge la differenza metodologica rispetto al coinvolgimento della popolazione che stava alla base del lavoro del Centro Studi e che – a detta di Stabile – è invece il punto più problematico del progetto di Corrao, di cui i Gibellinesi non si sono mai fino in fondo appropriati.

Segmenti

descrizione fisica
inizio: 00:00:00
fine: 00:13:13

abstract
Nicolò Stabile si trova nel sito della baraccopoli, allestita appena dopo il terremoto che nel 1968 colpì la Valle del Belice, distruggendo completamente la città di Gibellina dove lui era nato e abitava con la famiglia. Il sito dove furono installate le baracche, Madonna delle Grazie, è ad un kilometro di distanza dalla città vecchia. Lo Stato costruì le strutture e le fondamenta sostenendo ingenti spese, nonostante ciò, le condizioni di vita nelle baracche risultavano precarie. Erano molte le difficoltà della vita quotidiana tra il freddo dell’inverno e il caldo d’estate, la mancanza di privacy e di spazi adatti alla vita familiare. I servizi erano minimi: una farmacia che apriva un’ora al giorno, un tabacchi, una chiesa. La vita in baracca era però contraddistinta da una forte solidarietà e socialità che trovava i suoi spazi per le strada e le piazze ricavate tra le baracche. Nicolò Stabile cresce in questo contesto in cui era arrivato a soli tre anni e mezzo per lasciarlo a quattordici anni, quando alla sua famiglia fu assegnata una casa nella nuova città ricostruita a 18 km di distanza. La baraccopoli venne quindi abitata dal 1969 e completamente abbandonata nel 1981. In questi lunghi anni di permanenza Stabile rievoca le proteste e l’auto-organizzazione dei Gibellinesi per condizioni di vita più giuste e per sollecitare la ricostruzione. Un ruolo particolare hanno avuto le donne, che hanno organizzato numerosi cortei e manifestazioni. Uno dei suoi ricordi di infanzia le vede numerose sopra un camion dirigersi a protestare. Nell’intervista Stabile descrive anche il paesaggio che vede e di cui si poteva godere dalla baraccopoli, con un punto di vista unico sulla montagna e sulla valle, con una qualità dei suoni naturali notevole. Ricorda infine quando anni dopo il trasferimento nella Gibellina nuova è tornato in questa località e nulla era rimasto delle baracche e del villaggio. Ne parla come un’ulteriore ferita, un’ulteriore perdita della memoria di famiglia che aveva perso tutto durante il terremoto e nulla era rimasto nemmeno di questo villaggio in cui avevano vissuto un decennio. Aggiunto una critica forte verso l’amministrazione pubblica che non è stata capace di riutilizzare le strutture della baraccopoli, nonostante le spese sostenute.

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persone: Corrao Ludovico, Burri Alberto, Barbera Lorenzo
luoghi: Gibellina, Villaggio Madonna delle Grazie (Gibellina)
soggetti/argomenti: terremoto ’68, baraccopoli, vita sociale e proteste nelle baraccopoli, Gibellina

descrizione fisica
inizio: 00:13:14
fine: 00:21:00

abstract
Nicolò Stabile trovandosi sul sito di Gibellina Vecchia introduce l’opera d’arte ambientale, Il Grande Cretto di Alberto Burri che ricopre le antiche macerie della città. L’opera si estende per 330 mt x 290 mt, è infatti considerata la più grande opera d’arte ambientale in Europa, realizzata dall’artista su invito dell’allora sindaco Ludovico Corrao. Come un lenzuolo bianco, un sudario di calce ricopre e conserva i resti del terremoto e riproduce un sistema viario, anche se non fedele all’originale, ma più simile ad un labirinto. Stabile descrive anche il paesaggio circostante, quasi intatto eccetto per la presenza di alcune pale eoliche sulla montagna, riflettendo sulla mancanza d’attenzione per questa area interna della sicilia- la parte ovest- spesso poco considerata, come se mancasse di valore e di storia. Riporta quindi all’attenzione il valore di questo territorio già abitato nell’epoca del bronzo, come si evince da resti di insediamenti ritrovati precedenti all’arrivo dei greci. Fino all’attenzione mediatica portata a causa del terremoto del ’68 questa parte della Sicilia è considerata periferia della periferia, motivo che spinge Danilo Dolci a lavorare in questo territorio estremamente marginalizzato. Nicolò Stabile insiste sull’importanza di riconoscere questa storia negata, che è anche la storia delle famiglie di Gibellina. A suo parere l’opera di Alberto Burri è una cerniera, un varco che rende ancora possibile sentire quello che è successo.

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persone: Corrao Ludovico, Burri Alberto,
luoghi: Gibellina, Gibellina Vecchia (Gibellina), Palermo,
soggetti/argomenti: Gibellina vecchia, Grande Cretto di Alberto Burri, storia del territorio,

descrizione fisica
inizio: 00:21:02
fine: 00:50:15

abstract
Nicolò Stabile parla dal tetto della sua attuale casa che permette una visuale ampia sulla nuova città di Gibellina, ricostruita a 18 km dalla città di Gibellina distrutta dal terremoto del 1968, grazie alla visione e al progetto del sindaco Ludovico Corrao. La nuova città ha cambiato paesaggio, ricostruita oltre la valle del Belice e dall’altra parte della montagna, in un pezzo di terra che non faceva parte della geografia degli abitanti di Gibellina Vecchia. Grazie alla visuale riesce a descrivere e menzionare le opere e le architetture che fanno parte della ricostruzione della città. La chiesa con la grande sfera bianca di Ludovico Quaroni; il teatro di Gibellina incompleto e mai utilizzato che è uno degli edifici di Pietro Consagra. Si tratta del progetto mai ultimato “Città Frontale”, per una città utopica, di cui Consagra realizza solo due edifici. Si vedono anche gli edifici della Fondazione Orestiadi, creata da Corrao una volta finito il suo mandato di Sindaco per portare avanti il suo lavoro culturale in città. Si vede ancora il sistema delle piazze di Franco Purini e Laura Termes, architetti romani importanti per lo sviluppo dell’architettura post-moderna in Italia. Di questo sistema di piazza che prevedeva il compimento di 5 piazze, solo 3 sono state realizzate. Dalla terrazza si scorge ancora la Stella di Pietro Consagra, grande opera posta all’ingresso della città, una grande porta diventa simbolo non solo di Gibellina ma di tutto il territorio. La torre civica di Alessandro Mendini, alta 15 mt, è poco distante dalla casa di Stabile che racconta la sua genesi come opera architettonica e installazione sonora che fu realizzata con un sistema informatico di mixaggio e diffusione di suoni registrati in natura e nei territori circostanti e diffusi per pochi minuti ad alcuni orari precisi. L’opera era stata pensata come un orologio contemporaneo, ma mai totalmente apprezzata, per questo motivo sostiene Stabile non venne mai riparato il guasto all’impianto sonoro e ad oggi ne rimane solo l’architettura. Poco lontana vi è anche una scultura in ferro di Fausto Melotti, una copia della stessa si trova davanti l’Hangar Bicocca di Milano. Dopo una panoramica sulle opere e le architetture Stabile si sofferma sull’ideologia alla base di questo progetto urbanistico, che si può inscrivere all’interno della corrente di pensiero dell’urbanistica sociale e che ha profondamente mutato le abitudini sociali della città. Nelle intenzioni degli urbanisti ed architetti vi era quella di sfaldare le relazioni sociali troppo strette per poter indebolire il sistema di relazioni mafioso. Di queste intenzioni ne rimane traccia scritta nei progetti, ma l’effetto ottenuto è stato ben lontano da questo ed ha prodotto una città in cui è difficile incontrarsi e creare centri di aggregazione. Dopo il trasloco dalla baraccopoli, totalmente abbandonata nel 1981, per i Gibellinesi è stato un riadattamento traumatico, tutto era mutato e la solidità delle relazioni che aveva caratterizzato la vita in baraccopoli si era perso insieme alle case e al vecchio paese. Nicolò Stabile racconta anche del suo punto di vista di adolescente di quattordici anni, che non aveva ricordi della vecchia Gibellina, ma che trova nella nuova città un fervore culturale creato dal passaggio degli artisti, intellettuali e architetti invitati dal Sindaco Corrao. Lui inizia a lavorare da giovanissimo, a sedici anni, al fianco di Corrao che lo coinvolge come ufficio stampa per la prima edizione delle Orestiadi. Racconta infatti della visione che Corrao aveva della comunità e del bisogno di ricostruirsi anche attraverso dei rituali catartici, come quelli messi in scena durante le tragedie greche, recitate già dalle prime edizioni del festival le Orestiadi. Momenti che secondo lui erano indispensabili alla coesione e alla riparazione del trauma, ma che avevano ricadute positive anche sulle economie locali, perché ogni produzione artistica coinvolgeva le maestranze e gli abitanti della città. Dopo l’amministrazione Corrao Stabile rileva un declino verso posizioni conservatrici, che coincidono con l’affermazione della Democrazia Cristiana, che non hanno né capito, né accettato il laboratorio e l’Utopia che Corrao aveva creato, in una Sicilia ancora molto arretrata. Il punto di debolezza di questo progetto, è a detta sua, la ricezione e l’adesione mai veramente avvenuta da parte della popolazione. Per questo motivo lo paragona alla spinta rivoluzionaria di Danilo Dolci, ma allo stesso tempo marca una differenza netta nella metodologia che nel caso di Dolci e del lavoro del Centro Studi ha veramente messo al centro la partecipazione della popolazione, che è rimasta inascoltata dalla pubblica amministrazione. Di contro il progetto di Ludovico Corrao è considerato autoriale e poco compreso dalla cittadinanza.

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persone: Corrao Ludovico, Burri Alberto, Quaroni Ludovico, Consagra Pietro, Purini Franco, Thermes Laura, Mendini Alessandro, Dolci Danilo
luoghi: Gibellina, Gibellina Nuova (Gibellina), Palermo
soggetti/argomenti: ricostruzione post-terremoto, progetti urbani, arte contemporanea, architettura post-moderna, opere d’arte pubblica a Gibellina, Centro Studi e Iniziative per la piena occupazione, Fondazione Orestiadi

Canzoniere popolare di Palermo – raccolta via Torremuzza 623 400 Archivio Limone Lunare

Canzoniere popolare di Palermo – raccolta via Torremuzza

responsabilità principali
Salvo Clara , autore
Crisci Giulia
Pageard Camille

cronologia
estremi cronologici: 1976 giu. 13

consistenza
18 file

Info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 13
luogo di produzione: Palermo

abstract
Comizi-concerti del gruppo militante Il Canzoniere Popolare di Palermo.

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persone: Martino Francesca, Perricone Gaspare, Stassi Enrico, Salvo Clara,
luoghi: Palermo
Sicilia

Segmenti

 

responsabilità principali
Salvo Clara, autrice
Crisci Giulia
Pageard Camille

info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 13
luogo di produzione: Palermo

descrizione fisica del materiale
01 La Sicilia nostra
13.012.236
00:10:52
audio sonoro
tecnica suono stereo
audio mp3

abstract
Canzone di lotta sulle condizioni sociali della Sicilia

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persone: Garibaldi Giuseppe, Martino Francesca, Perricone Gaspare, Stassi Enrico, Salvo Clara,
luoghi: Palermo, Sicilia,
soggetti/argomenti: divario nord/sud, solfare, saline, mito di Garibaldi, femminismo, comunismo, movimento operaio,

 

responsabilità principali
Salvo Clara, autrice
Crisci Giulia
Pageard Camille

info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 13
luogo di produzione: Palermo

descrizione fisica del materiale
02 spunta lu suli e squagghia la ilata
2.767.769
00:02:19
audio sonoro
tecnica suono stereo
audio mp3

abstract
Esecuzione di una canzone cantata a Santa Lucia del Mela durante la raccolta delle mele

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persone: Martino Francesca, Perricone Gaspare, Stassi Enrico, Salvo Clara
luoghi: Santa Lucia del Mela, Palermo, Sicilia
soggetti/argomenti: canzoni di lavoro

responsabilità principali
Salvo Clara, autrice
Crisci Giulia
Pageard Camille

info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 13
luogo di produzione: Palermo

descrizione fisica del materiale
03 la siminzina
6.976.806
00:05:49
audio sonoro
tecnica suono stereo
audio mp3

abstract
Esecuzione di una delle ninne nanne più antiche della tradizione siciliana, scritta da Lionardo Vigo Calanna, marchese di Gallodoro e inserita nella raccolta dei Canti popolari siciliani pubblicata nel 1857.

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persone: Vigo Calanna Lionardo (Marchese di Gallodoro), Martino Francesca, Perricone Gaspare, Stassi Enrico, Salvo Clara,
soggetti/argomenti: canti popolari, folklore, ninna nanna,

 

responsabilità principali
Salvo Clara, autrice
Crisci Giulia
Pageard Camille

info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 13
luogo di produzione: Palermo

descrizione fisica del materiale
04 Ponticello
2.730.652
02:17
audio sonoro
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persone: Martino Francesca, Perricone Gaspare, Stassi Enrico, Salvo Clara,
luoghi: Palermo, Sicilia,
soggetti/argomenti: reclusione,

 

responsabilità principali
Salvo Clara, autrice
Crisci Giulia
Pageard Camille

info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 13
luogo di produzione: Palermo

descrizione fisica del materiale
05 vinuto sugnu
6.364.643
00:05:19
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abstract
Canto popolare di Caronia

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persone: Garibaldi Giuseppe, Martino Francesca, Perricone Gaspare, Stassi Enrico, Salvo Clara,
luoghi:
Caronia, Palermo, Sicilia
soggetti/argomenti: canti popolari

 

responsabilità principali
Salvo Clara, autrice
Crisci Giulia
Pageard Camille

info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 13
luogo di produzione: Palermo

descrizione fisica del materiale
06 triunfiu a Santa Rosalia
2.225.883
00:01:52
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abstract
Frammento di canto popolare dedicato al Triunfu di Santa Rusulia della tradizione degli Orbi cantastorie, una forma rituale che scaturisce da sentimenti di gratitudine del popolo di Palermo, per grazia ricevuta.

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persone: Martino Francesca, Perricone Gaspare, Stassi Enrico, Salvo Clara,
luoghi: Palermo, Sicilia,
soggetti/argomenti: canti popolari, cantastorie, religiosità,

 

responsabilità principali
Salvo Clara, autrice
Crisci Giulia
Pageard Camille

info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 13
luogo di produzione: Palermo

descrizione fisica del materiale
07 l’abballo di li vergini
2.772.556
00:02:19
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tecnica suono stereo
audio mp3

abstract
Frammento di canto popolare dedicato, l’ultimo atto del Triunfu a Santa Rusulia. Antichi testi musicati e narrati dai cantastorie della tradizione degli Orbi cantastorie

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persone: Garibaldi Giuseppe, Martino Francesca, Perricone Gaspare, Stassi Enrico, Salvo Clara,
luoghi: Palermo, Sicilia,
soggetti/argomenti: divario nord/sud, solfare, saline, mito di Garibaldi, femminismo, comunismo, movimento operaio,

responsabilità principali
Salvo Clara, autrice
Crisci Giulia
Pageard Camille

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lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 13
luogo di produzione: Palermo

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08 lamento di un servo
2.463.651
00:02:03
audio sonoro
tecnica suono stereo
audio mp3

abstract
Esecuzione di canzone dedicata al lavoro e alla lotta, probabilmente l’antico sonetto settecentesco Lamento di un servo ad un Santo crocifisso, pubblicato nel 1857 dal poeta e filologo di Acireale, Lionardo Vigo Calanna, marchese di Gallodoro (1799-1879) nella sua Raccolta amplissima di canti popolari siciliani. Ripresa da Domenico Modugno per la stesura di Malarazza.

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persone: Vigo Calanna Lionardo (Marchese di Gallodoro), Martino Francesca, Perricone Gaspare, Stassi Enrico, Salvo Clara,
luoghi: Palermo, Sicilia,
soggetti/argomenti: canti popolari, lotta, lavoro,

responsabilità principali
Salvo Clara, autrice
Crisci Giulia
Pageard Camille

info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 13
luogo di produzione: Palermo

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09 Merica ca ti viu
3.784.052
00:03:10
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abstract
Esecuzione di canzone sulla prima ondata migratoria verso l’America.

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persone: Garibaldi Giuseppe, Martino Francesca, Perricone Gaspare, Stassi Enrico, Salvo Clara,
luoghi: Palermo, Sicilia,
soggetti/argomenti: emigrazione, America

responsabilità principali
Salvo Clara, autrice
Crisci Giulia
Pageard Camille

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lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 13
luogo di produzione: Palermo

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10 lu suli spunta presto la matina
5.700.108
00:05:03
audio sonoro
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abstract
Esecuzione di una canzone di lotta contadina con testo di Totò Marfia

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persone: Stassi Enrico, Salvo Clara, Perricone Gaspare, Martino Francesca, Marfia Salvatore,
soggetti/argomenti: canzoni di lotta, occupazione delle terre, secondo dopoguerra, rivolte contadine,

 

responsabilità principali
Salvo Clara, autrice
Crisci Giulia
Pageard Camille

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lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 13
luogo di produzione: Palermo

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11 cantannu vi vogghiu parrari
3.867.469
00:03:14
audio sonoro
tecnica suono stereo
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abstract
Esecuzione di una canzone di lotta contadina con testo di Totò Marfia

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persone: Stassi Enrico, Salvo Clara, Perricone Gaspare, Martino Francesca, Marfia Salvatore,
soggetti/argomenti: canzoni di lotta, lotte contadine, Cassa per il mezzogiorno, riforma agraria,

responsabilità principali
Salvo Clara, autrice
Crisci Giulia
Pageard Camille

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lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 13
luogo di produzione: Palermo

descrizione fisica del materiale
copia di catalogazione
12 Sintiti, Sintiti
5.076.686
00:04:29
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Esecuzione di una canzone sull’emigrazione scritto da operai palermitani.

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persone: Salvo Clara, Perricone Gaspare, Stassi Enrico, Martino Francesca
luoghi: Sicilia, Palermo
soggetti/argomenti: movimento operaio, emigrazione

 

responsabilità principali
Salvo Clara, autrice
Crisci Giulia
Pageard Camille

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lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 13
luogo di produzione: Palermo

descrizione fisica del materiale
13 va maritatevi
8.706.353
00:07:16
audio sonoro
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Canzone contro il carovita, composta nel 1930 a Caronia.

notizie storico-critiche
Canto popolare di Caronia. Inizia con delle strofe composte nel 1936; le strofe centrali sono state composte da un gruppo di studenti di Palermo, insieme al Canzoniere, nel momento delle lotte del caro bus; la fine è composta dagli operari del cantiere navale durante la lotta per la battaglia contrattuale per le feste natalizie.

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persone: Salvo Clara, Stassi Enrico, Perricone Gaspare, Martino Francesca, Bonomi Paolo, ,
luoghi: Sicilia, Palermo, Caronia,
soggetti/argomenti: tassazione, Cantiere navale di Palermo, Democrazia Cristiana, lotte caro.vita, movimento studentesco, movimento operaio,

responsabilità principali
Salvo Clara, autrice
Crisci Giulia
Pageard Camille

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lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 13
luogo di produzione: Palermo

descrizione fisica del materiale
14 il padre eterno
5.177.191
00:04:03
audio sonoro
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abstract
Esecuzione di una canzone ironico-satirica sulla Democrazia Cristiana.

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persone: Salvo Clara, Stassi Enrico, Perricone Gaspare, Martino Francesca
luoghi: Sicilia, Palermo
soggetti/argomenti: satira, Democrazia Cristiana

responsabilità principali
Salvo Clara, autrice
Crisci Giulia
Pageard Camille

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lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 13
luogo di produzione: Palermo

descrizione fisica del materiale
15 in una vecchia scuola del novecentotre
4.661.325
00:03:53
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abstract
Esecuzione di una canzone ironico-satirica sul sodalizio tra Fanfani e Almirante nella battaglia contro il referendum sull’aborto del 1974.

notizie storico-critiche
Sulla musica di “E allora” di Armando Gill (1927), fu inserita nel 1973 nello spettacolo “Ci ragiono e canto n.3”, con la regia di Dario Fo.
data evento rappresentato: 1974

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persone: Salvo Clara, Stassi Enrico, Perricone Gaspare, Martino Francesca, Almirante Giorgio, Fanfani Amintore, Mussolini Benito,
luoghi: Sicilia, Palermo,
soggetti/argomenti: Democrazia Cristiana, Movimento Sociale Italiano, referendum sul divorzio, fascismo,

 

responsabilità principali
Salvo Clara, autrice
Crisci Giulia
Pageard Camille

info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 13
luogo di produzione: Palermo

descrizione fisica del materiale
16 un posto alla regione
2.966.935
00:02:15
audio sonoro
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abstract
Esecuzione di una canzone ironica sul voto di scambio.

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persone: Salvo Clara, Stassi Enrico, Perricone Gaspare, Martino Francesca,
luoghi: Palermo, Sicilia,
soggetti/argomenti: enti pubblici, voto di scambio,

responsabilità principali
Salvo Clara, autrice
Crisci Giulia
Pageard Camille

info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 13
luogo di produzione: Palermo

descrizione fisica del materiale
17 chiddu chi manca
2.701.835
00:02:44
audio sonoro
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abstract
Canzone sulla carenza d’acqua in Sicilia.

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persone: Salvo Clara, Stassi Enrico, Perricone Gaspare, Martino Francesca
luoghi: Sicilia, Palermo
soggetti/argomenti: emergenza elettrica, emergenza idrica, comunismo

responsabilità principali
Salvo Clara, autrice
Crisci Giulia
Pageard Camille

info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 13
luogo di produzione: Palermo

descrizione fisica del materiale
18 Ciuri Ciuri
4.294.552
00:03:25
audio sonoro
tecnica suono stereo
audio mp3

abstract
Esecuzione di una canzone di denuncia delle condizioni di lavoro con testo degli operai del cantiere navale di Palermo sulla musica del canto popolare Ciuri ciuri

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persone: Salvo Clara, Stassi Enrico, Perricone Gaspare, Martino Francesca

Il canzoniere popolare di Palermo – Trianon 623 400 Archivio Limone Lunare

Il canzoniere popolare di Palermo – Trianon

Cronologia
Estremi cronologici: 1976 giu. 11

Consistenza
11 file

Info edizione
lingua: italiana
nazionalità: italiana

abstract
Comizi-concerti del gruppo militante Il Canzoniere Popolare di Palermo.

Chiavi d’accesso
persone: Martino Francesca, Perricone Gaspare, Stassi Enrico, Salvo Clara,
luoghi: Palermo
Sicilia

Segmenti

 

responsabilità principali
Clara Salvo, autrice
Giulia Crisci
Camille Pageard

Info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 11
luogo di produzione: Palermo

descrizione fisica del materiale
01 La Sicilia nostra
assemblato
6.120.769
00:05:17
audio sonoro
audio mp3

abstract
Canzone di lotta sulle condizioni sociali della Sicilia

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persone: Martino Francesca, Perricone Gaspare, Stassi Enrico, Salvo Clara,
luoghi: Palermo, Sicilia,
soggetti/argomenti: democrazia proletaria, canti di lotta, comunismo, proletariato industriale, proletariato agricolo,

 

responsabilità principali
Clara Salvo, autrice
Giulia Crisci
Camille Pageard

Info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 11
luogo di produzione: Palermo

descrizione fisica del materiale
copia di catalogazione
02 Sintiti Sintiti
5.076.686
00:04:19
audio sonoro
tecnica suono stereo
formato mp3

abstract
Esecuzione di una canzone sull’emigrazione scritto da operai palermitani

chiavi d’accesso
persone: Martino Francesca, Perricone Gaspare, Stassi Enrico, Salvo Clara
luoghi: Palermo, Sicilia
soggetti/argomenti: democrazia proletaria, sottosviluppo, emigrazione, movimento operaio.

 

responsabilità principali
Clara Salvo, autrice
Giulia Crisci
Camille Pageard

Info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 11
luogo di produzione: Palermo

descrizione fisica del materiale
03 il padre eterno
5.177.191
00:04:28
audio sonoro
tecnica suono stereo
audio mp3

abstract
Esecuzione di una canzone ironico-satirica sulla Democrazia Cristiana.

chiavi d’accesso
persone: Martino Francesca, Perricone Gaspare, Stassi Enrico, Salvo Clara
luoghi: Palermo, Sicilia
soggetti/argomenti: Democrazia Cristiana

 

responsabilità principali
Clara Salvo, autrice
Giulia Crisci
Camille Pageard

Info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 11
luogo di produzione: Palermo

descrizione fisica del materiale
04 In una vecchia scuola del novecentotre
4.960.578
00:04:15
audio sonoro
tecnica suono stereo
audio mp3

abstract
Esecuzione di una canzone ironico-satirica sul sodalizio tra Fanfani e Almirante nella battaglia contro il referendum sull’aborto del 1974.

notizie storico-critiche
Sulla musica di “E allora” di Armando Gill (1927), fu inserita nel 1973 nello spettacolo “Ci ragiono e canto n.3”, con la regia di Dario Fo.
data evento rappresentato: 1974

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persone: Mussolini Benito, Fanfani Amintore, Almirante GiorgioMartino Francesca, Perricone Gaspare, Stassi Enrico, Salvo Clara
luoghi: Palermo, Sicilia
soggetti/argomenti: Legge Reale, mafia, fascismo, referendum sul divorzio, Movimento Sociale Italiano, Democrazia Cristiana

 

responsabilità principali
Clara Salvo, autrice
Giulia Crisci
Camille Pageard

Info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 11
luogo di produzione: Palermo

descrizione fisica del materiale
05 Cantannu vi vogghiu parrari
2.730.525
00:02:18
audio sonoro
tecnica suono stereo
audio mp3

abstract
Esecuzione di una canzone sulle condizioni dei contadini dopo la riforma agraria, con testo di Totò Marfia.

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persone: Marfia, Salvatore, Martino Francesca, Perricone Gaspare, Stassi Enrico, Salvo Clara
luoghi: Palermo, Sicilia
soggetti/argomenti: Lotte contadine, Cassa per il Mezzogiorno, riforma agraria, sindacalismo

 

responsabilità principali
Clara Salvo, autrice
Giulia Crisci
Camille Pageard

Info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 11
luogo di produzione: Palermo

descrizione fisica del materiale
06 lu suli spunta presto la matina
5.700.108
00:05:00
tecnica suono stereo
audio mp3

abstract
Esecuzione di una canzone sulle condizioni dei contadini dopo la riforma agraria, con testo di Totò Marfia.

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persone: Marfia, Salvatore, Martino Francesca, Perricone Gaspare, Stassi Enrico, Salvo Clara
luoghi: Palermo, Sicilia
soggetti/argomenti: Lotte contadine, Cassa per il Mezzogiorno, riforma agraria, sindacalismo

 

responsabilità principali
Clara Salvo, autrice
Giulia Crisci
Camille Pageard

Info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 11
luogo di produzione: Palermo

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07 va maritatevi picciotti schetti
7.001.821
00:05:55
audio sonoro
tecnica suono stereo
audio mp3

abstract
Canzone contro il carovita, composta nel 1930 a Caronia.

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persone: ,Bonomi Paolo, Martino Francesca, Perricone Gaspare, Stassi Enrico, Salvo Clara
luoghi: Caronia, Sicilia
soggetti/argomenti: tassazione, cantiere navale di Palermo, Democrazia Cristiana, lotte al caro-vita, movimento operaio

 

responsabilità principali
Clara Salvo, autrice
Giulia Crisci
Camille Pageard

Info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 11
luogo di produzione: Palermo

descrizione fisica del materiale
08 chiddu chi manca
2.701.835
00:02:16
audio sonoro
tecnica suono stereo
audio mp3

abstract
Canzone sulla carenza d’acqua in Sicilia

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persone: Martino Francesca, Perricone Gaspare, Stassi Enrico, Salvo Clara
luoghi: Palermo, Sicilia
soggetti/argomenti: comunismo, emergenza idrica

 

responsabilità principali
Clara Salvo, autrice
Giulia Crisci
Camille Pageard

Info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 11
luogo di produzione: Palermo

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09 Governo Italiano
4.673.816
00:04:03
audio sonoro
tecnica suono stereo
audio mp3

abstract
Canto popolare risalente presumibilmente alle prime rivolte socialiste in Sicilia a seguito della nuova tassazione dell’Italia unita

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persone: Martino Francesca, Perricone Gaspare, Stassi Enrico, Salvo Clara
luoghi: Palermo, Sicilia
soggetti/argomenti: tasse,

 

responsabilità principali
Clara Salvo, autrice
Giulia Crisci
Camille Pageard

Info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 11
luogo di produzione: Palermo

descrizione fisica del materiale
10 un posto alla regione
2.966.935
00:02:31
audio sonoro
tecnica suono stereo
audio mp3

abstract
Esecuzione di una canzone ironica sul voto di scambio

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persone: Martino Francesca, Perricone Gaspare, Stassi Enrico, Salvo Clara
luoghi: Palermo, Sicilia
soggetti/argomenti: enti pubblici, voto di scambio, Democrazia Cristiana

 

responsabilità principali
Clara Salvo, autrice
Giulia Crisci
Camille Pageard

Info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano

data e luogo di produzione
data di produzione: 1976 giu. 11
luogo di produzione: Palermo

descrizione fisica del materiale
11 Ciuri Ciuri
4.294.552
00:03:35
audio sonoro
tecnica suono stereo
audio mp3

abstract
Esecuzione di una canzone di denuncia delle condizioni di lavoro con testo degli operai del cantiere navale di Palermo sulla musica del canto popolare Ciuri ciuri

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persone: Martino Francesca, Perricone Gaspare, Stassi Enrico, Salvo Clara
luoghi: Palermo, Sicilia
soggetti/argomenti: associazionismo operaio, cantiere navale di Palermo,

Intervista a Clara Salvo 623 400 Archivio Limone Lunare

Intervista a Clara Salvo

responsabilità principali
Crisci, Giulia (autore)
Stabile, Nicolò (autore)

Info edizione
lingua: italiana
nazionalità: italiana

data e luogo di produzione
data di produzione: 2020 set. 13
luogo di produzione: Palazzolo Acreide

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Clara Salvo_versione archivio
alta risoluzione
WAV
800.122.228
completo
00:37:47
sonoro
tecnica mono

abstract

Clara Salvo ripercorre la nascita de Il Canzoniere Popolare di Palermo, che prende avvio dalla collaborazione con Enrico Stassi e Gaspare Perricone. La loro prima esperienza è con un gruppo di operai che li chiama a realizzare uno spettacolo presso il Centro di Cultura dei Lavoratori a Palermo, a conclusione del loro ciclo di 150 ore per acquisire il diploma di terza media. Racconta, infatti, di questa battaglia nazionale che aveva portato a una collaborazione tra lo Stato e le singole aziende per far sì che i lavoratori aderenti potessero ottenere il titolo accedendo a 150 ore di studio, pagate come straordinari. Il gruppo allora collabora alla realizzazione degli intermezzi musicali dello spettacolo, dal titolo Un si po’ compari cchiù. Clara Salvo continua soffermandosi su come da quella esperienza nacque il gruppo musicale, che si consolidò e continuò in altre forme il rapporto con gli operai dei Cantieri Navali di Palermo, ad esempio accompagnandoli, cantando, nel corso delle manifestazioni. Successivamente, un’altra tappa importante per il gruppo, che nel frattempo si era allargato, fu la partecipazione alla campagna elettorale per l’ingresso di Democrazia Proletaria in Parlamento, diventando Il Nuovo Canzoniere di Democrazia Proletaria. Clara Salvo inoltre approfondisce le istanze da cui nascevano le canzoni, esito, da un lato, dell’interesse per le tradizioni popolari e, dall’altro, della necessità avvertita di protestare e comunicare con qualsiasi mezzo a disposizione.

Segmenti

descrizione fisica
inizio: 00:00:00
fine: 00.06:34

abstract
Clara Salvo ripercorre la nascita de Il Canzoniere Popolare di Palermo, che prende avvio dalla collaborazione con Enrico Stassi e Gaspare Perricone. La loro prima esperienza è con un gruppo di operai che li chiama a realizzare uno spettacolo presso il Centro di Cultura dei Lavoratori a Palermo, a conclusione del loro ciclo di 150 ore per per acquisire il diploma di terza media. Racconta, infatti, di questa battaglia nazionale che aveva portato ad una collaborazione tra lo Stato e le singole aziende per far sì che i lavoratori aderenti potessero acquisire avere il titolo accedendo a 150 ore di studio, pagate come straordinari.  Il gruppo allora collabora alla realizzazione degli intermezzi musicali dello spettacolo, dal titolo “Un si po’ compari cchiu”. Clara Salvo continua soffermandosi su come da quella esperienza nacque il gruppo musicale che si consolidò e continuo in altre forme il rapporto con gli operai  dei Cantieri Navali di Palermo, ad esempio accompagnandoli, cantando, nel corso delle manifestazioni. Successivamente un’altra tappa importante per il gruppo, che nel frattempo si era allargato, fu la presenza per la campagna elettorale per l’ingresso di Democrazia Proletaria in parlamento, diventando “Il Nuovo Canzoniere di Democrazia Proletaria”. Clara Salvo inoltre approfondisce le istanze da cui nascevano le canzoni, esito, da un lato, dell’interesse per le tradizioni popolari e, dall’altro, della necessità avvertita di protestare e comunicare con qualsiasi mezzo a disposizione.

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persone: Stassi Enrico, Perricone Gaspare
luoghi: Castelvetrano, Palermo
soggetti/argomenti: Il Canzoniere Popolare di Palermo, manifestazioni operaie, operai dei cantieri navali di Palermo, Democrazia Proletaria

descrizione fisica
inizio: 00:06:34
fine: 00:09:55

abstract
Clara Salvo ricorda i principali movimenti di protesta di respiro internazionale che dilagarono tra la fine degli anni ’60 e gli anni ’70, rapportandoli al contesto italiano e, nello specifico, siciliano. Menziona, in particolare, i movimenti contro la guerra in Vietnam, ricordando la marcia di protesta organizzata, tra gli altri, da Danilo Dolci. Si sofferma inoltre sul contributo apportato in quel contesto da artisti e intellettuali, citando, tra gli altri, Bob Dylan, Jean-Paul Sartre o Pier Paolo Pasolini. Ripercorre uno scenario internazionale e in particolar modo riconosce l’importanza dei movimenti nati in quel periodo negli Stati Uniti, che affondano le loro radici nella Beat Generation e vedono tra i principali attivisti noti artisti come Jerry Rudin, tracciandone un percorso di diffusione che vide approdare tali movimenti dagli Stati Uniti in Francia e poi nel resto del mondo.

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persone: Dolci Danilo, Baez Joan, Dylan Bob, Sartre Jean-Paul, Pasolini Pier Paolo, Rubin Jerry, Kerouac Jack (propr. Jean-Louis Lebris de Kerouac)
luoghi: Vietnam
soggetti/argomenti: movimenti di protesta, guerra in Vietnam, Beat Generation, Ruolo degli intellettuali

descrizione fisica
inizio: 00:09:55
fine: 00:18:40

abstract
Clara Salvo riferisce del dilagare del movimento femminista in Europa a partire della dalla fine degli anni ’60 e della nascita del movimento femminista in Sicilia, in occasione della prima marcia femminista, tenutasi a Palermo l’8 marzo 1973. Analizza il contributo apportato dalle idee e pratiche femministe nel contesto generale di fermento culturale e politico del periodo, sottolineando in particolare l’importanza delle pratiche d’autocoscienza, affermatosi a partire da alcuni gruppi femministi romani. Racconta della sua militanza per la formazione extraparlamentare Lotta Continua e del suo allontanamento dal movimento nel momento in cui quest’ultimo tentò di costituirsi in partito. Si sofferma inoltre sui principali problemi di cui soffriva la Sicilia negli anni ’70, tra cui la mancanza di lavoro e dell’acqua, l’emigrazione e la sussistenza di un contesto politico-culturale che negava alle donne molte libertà personali, precludendo loro, nella maggioranza dei casi, la possibilità di rivestire ruoli pubblici.

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persone: Bartoccelli Marianna, Monroy Beatrice, Monti Marilena, Sofri Adriano, Barbera Lorenzo
luoghi: Palermo, Pisa, Trapani
soggetti/argomenti: movimento femminista, Lotta Continua, problemi in Sicilia

descrizione fisica
inizio: 00:18:41
fine: 00:29:14

abstract
Clara Salvo sottolinea come il concetto di manifestazione per strada – intesa come atto pacifico di espressione di idee – sia nato in Sicilia con Danilo Dolci e in particolare con la manifestazione per la costruzione della diga sul fiume Jato (1962). Racconta inoltre degli scioperi della fame e delle manifestazioni pacifiche organizzate da Dolci, ispirate alle pratiche di protesta messe in atto da Gandhi. Ricorda Lorenza Barbera e il suo ruolo nel contesto delle battaglie sociali siciliane, citando, tra i suoi meriti, numerose azioni intraprese a favore degli abitanti dei comuni terremotati della Valle del Belice: dall’organizzazione delle moltissime proteste per la ricostruzione dei comuni, alle manifestazioni contro il pagamento delle bollette, sino alla battaglia contro il servizio di leva obbligatorio. In particolare quest’ultima contribuì all’istituzione della legge nazionale sul servizio civile, che per i giovani siciliani significò poter restare per contribuire alla ricostruzione dei comuni terremotati. Riflette inoltre su come gli ideali di non violenza e di pacifismo avessero influenzato i movimenti di protesta e le manifestazioni degli anni ’70. Tra le esperienze che marcarono la sua generazione riporta le mobilitazioni contro la guerra in Vietnam, insieme alle azioni in India di Gandhi.

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persone: Dolci Danilo, Barbera Lorenzo, Gāndhī Mohāndās Karamchand, Pasolini Pier Paolo
luoghi: Valle del Belice, Valle dello Jato, Portella della Ginestra (Piana degli Albanesi), Partanna, Vietnam, Roma, Terni, Gela
soggetti/argomenti: Danilo Dolci, manifestazione per la diga sullo Jato, pacifismo, Lorenzo Barbera, legge sul Servizio Civile Nazionale, Gandhi, guerra in Vietnam

descrizione fisica
inizio: 00:29:15
fine: 00:32:15

abstract
Clara Salvo menziona l’esperienza di Radio Libera a Partinico, concepita come strumento di lotta, nonché come mezzo di comunicazione e, al contempo, di informazione e controinformazione. Ricorda altre esperienza radiofoniche simili nate successivamente, quali Radio Aut o, nel trapanese, Radio Trapani Centrale, la quale fu utilizzata come strumento di informazione e per scopi sociali, in particolare con la funzione di centro di comunicazione per il soccorso della popolazione durante le alluvioni a Trapani.

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persone: Dolci Amico
luoghi: Trapani
soggetti/argomenti: Radio Libera, Radio Trapani Centrale

descrizione fisica
inizio: 00:32:16
fine: 00:37:47

abstract
Clara Salvo si sofferma sull’utilizzo della tecnologia quale strumento di azione politica e sociale, analizzando in particolar modo l’importanza dei dispositivi informatici nella società contemporanea. Sottolinea, al contempo, la rilevanza delle attività degli hacker e come esse possano costituire un vero e proprio strumento di lotta e di protesta alternativo alle azioni fisiche. Racconta del suo interesse per l’informatica e per le pratiche di hackeraggio e  delle comunità, dei convegni e degli hackmeeting che si tengono in diverse città italiane ed estere. Inoltre aggiunge della sua collaborazione con il Museo dell’Informatica Funzionante di Palazzolo Acreide (SR) che la vede coinvolta in riparazioni e rigenarazione di vecchi dispositivi ricevuti in custodia.

chiavi d’accesso
luoghi: Pisa, Palazzolo Acreide,
soggetti/argomenti: funzione degli strumenti tecnologici, hacker, Museo dell’Informatica Funzionante,

Intervista a Lorenzo Barbera 623 400 Archivio Limone Lunare

Intervista a Lorenzo Barbera

responsabilità principali
Crisci, Giulia (autrice)
Stabile, Nicolò (autore)

Info edizione
lingua: italiana
nazionalità: italiana

data e luogo di produzione
data di produzione: 2020 set. 09
luogo di produzione: Partinico

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Barbera_versione archivio
alta risoluzione
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992.255.508
completo
00:43:03
montato
tecnica
sonoro
tecnica

abstract
Lorenzo Barbera, insieme alla moglie e collaboratrice Nuccia Tasca, ricorda l’incontro con Danilo Dolci e la realizzazione nel 1958 del “Centro Studi e Iniziative per la piena occupazione” a Partinico (PA) e di altri cinque centri istituiti nella Sicilia Occidentale. Ripercorrono la sua attività presso il centro di Roccamena (PA), di cui era responsabile, e su tutto il territorio della Valle del Belice, ricordando, tra le altre cose: il convegno tenuto a Roccamena nel 1962, da cui nacque il Comitato intercomunale per la pianificazione organica della Valle del Belice; la sua indagine sull’enfiteusi condotta a partire dal 1964 in tutta la Sicilia e le sue battaglie per l’abolizione; le battaglie per l’edificazione della diga Garcia nel territorio della valle del Belice. Condividono inoltre le vicende legate alle lotte portate avanti da Lorenzo Barbera in seguito al terremoto del Belice del 1968: l’organizzazione delle proteste per la ricostruzione dei comuni, le manifestazioni contro il pagamento delle bollette o, ancora, la contestazioni contro il servizio di leva obbligatorio. Nuccia Tasca racconta del suo incontro con Lorenzo Barbera, avvenuto nel 1979 a Palermo presso la sede del CRESM (Centro di Ricerche Economiche e Sociali per il Meridione), fondato da Lorenzo Barbera in seguito alla scissione dal Centro Studi e Iniziative di Danilo Dolci.

Chiavi d’accesso:
persone: Barbera Lorenzo (intervistato), Tasca Nuccia (intervistata)

Segmenti

descrizione fisica
inizio: 00:00:00
fine: 00:12:46

abstract
Lorenzo Barbera, insieme con Nuccia Tasca, ricorda l’incontro con Danilo Dolci e la realizzazione a Partinico (PA) del Centro Studi e Iniziative per la piena occupazione (1958) e di altri cinque centri nella Sicilia Occidentale, istituiti tramite i fondi donati a Danilo Dolci dall’Unione Sovietica in occasione del conseguimento del Premio Lenin per la Pace (1957). Ripercorrono la sua attività presso il centro di Roccamena (PA), di cui era responsabile, gli incontri con la popolazione e le indagini sui problemi del territorio che emergevano da tali incontri. Racconta delle sue visite condotte presso i 25 comuni della valle del Belice, promuovendo in ciascuno di essi la costituzione di comitati cittadini, e del convegno tenuto a Roccamena nel 1962, da cui nacque il Comitato intercomunale per la pianificazione organica della Valle del Belice. Rievoca le mobilitazioni popolari per la costruzione della diga Garcia (la “diga di Roccamena”) sul fiume Belice, necessaria per permettere l’irrigazione dei terreni agricoli della valle, consentendo così di risolvere il problema della siccità e di superare il modello agricolo predominante basato sulla monocoltura del grano.

chiavi d’accesso
persone: Dolci Danilo
luoghi: Valle del Belice, Partinico, Roccamena
soggetti/argomenti: Premio Lenin per la Pace, centro di Roccamena, Comitato Intercomunale per la pianificazione organica della valle del Belice, diga Garcia

descrizione fisica
inizio: 00:12:46
fine: 00:18:28

abstract
Lorenzo Barbera, insieme con Nuccia Tasca, riferisce della sua indagine sull’enfiteusi, condotta viaggiando per i comuni rurali della Sicilia, e delle battaglie per la sua abolizione: racconta a tal proposito della costituzione di comitati cittadini e intercomunali, del coinvolgimento di sindacati e forze politiche e della manifestazione svoltasi a Roma per richiedere l’abrogazione di tale forma di contratto agrario, ottenuta definitivamente per legge nel 1966.

chiavi d’accesso
persone: Cipolla Nicolò Rosario (detto Nicola)
luoghi: Valle del Belice, Roccamena
soggetti/argomenti: enfiteusi

descrizione fisica
inizio: 00:18:28
fine: 00:22:25

abstract
Lorenzo Barbera e Nuccia Tasca raccontano le vicende legate alla realizzazione della diga Garcia sul fiume Belice, cominciata intorno al 1968 e conclusasi, a causa di svariati problemi, circa vent’anni dopo. Nel corso della fase iniziale dei lavori subentrò la necessità di spostare il luogo di edificazione della diga più a valle rispetto al progetto originario, in quanto la prima sede individuata fu giudicata non idonea. Nonostante fosse stato elaborato un progetto per portare l’acqua della diga ai comuni più a monte, esso non sia stato mai portato a termine.

chiavi d’accesso
persone:
luoghi: Valle del Belice, Roccamena, Partinico, Gibellina
soggetti/argomenti: diga Garcia

descrizione fisica
inizio: 00:22:26
fine: 00:28:22

abstract
Lorenzo Barbera, insieme con Nuccia Tasca, racconta il suo incontro con Danilo Dolci e il suo viaggio in Unione Sovietica per ritirare il Premio Lenin per la pace conferito a Danilo. Tramite Dolci incontrò Adriano Olivetti che gli offrì una borsa di studio per la frequentazione della scuola CEPAS a Roma. Barbare si trasferì a Roccamena (PA) e collaborò al centro di Partanna (TP). Un importante tassello dalla sua azione fu l’edificazione della baracca “Martin Luther King” che divenne centrale  dopo il suo allontanamento dal Centro Studi e Iniziative, avvenuto dopo il terremoto del Belice del 1968.

chiavi d’accesso
persone: Dolci Danilo, King Martin Luther, Olivetti Adriano, Fofi Goffredo
luoghi: Valle del Belice, Roccamena, Partanna, Palma di Montechiaro, Roma
soggetti/argomenti: Premio Lenin per la Pace, centro di Partanna, formazione di Lorenzo Barbera

descrizione fisica
inizio: 00:28:23
fine: 00:40:46

abstract
Lorenzo Barbera, insieme con Nuccia Tasca, ricorda le contestazioni di cui si fece promotore in seguito al terremoto del Belice del 1968: la marcia a Roma nel 1968 per l’ottenimento della prima legge nazionale per la ricostruzione delle aree terremotate, che venne approvata ma non messa in atto nell’immediato post terremoto; le proteste contro il pagamento delle bollette da parte dei terremotati; le battaglie contro il servizio di leva obbligatorio, per la sua sostituzione con un servizio civile svolto sul territorio. Si sofferma in particolare su queste ultime, rievocando il rifiuto degli abitanti del Belice di partire per il servizio militare, la manifestazione indetta in Sicilia, in seguito alla quale lo stesso Lorenzo venne arrestato e detenuto presso il carcere di Trapani, e la manifestazione a Roma del 1970; tutte azioni che contribuirono ad aprire il dibattito sul tema dell’abrogazione del servizio di leva obbligatorio e che condussero negli anni a seguire alla sua definitiva abolizione e all’approvazione della legge sul Servizio Civile Nazionale.

chiavi d’accesso
persone:
luoghi: Valle del Belice, Roma, Palermo, Partanna, Trapani
soggetti/argomenti: manifestazione per la ricostruzione delle aree terremotate, contestazioni contro il pagamento delle bollette, battaglie contro il servizio di leva obbligatorio

descrizione fisica
inizio: 00:40:47
fine: 00:43:03

abstract
Nuccia Tasca racconta del suo incontro con Lorenzo Barbera, avvenuto, per motivi di studio, nel 1979 a Palermo presso la sede del CRESM (Centro di Ricerche Economiche e Sociali per il Meridione), fondato da Barbera in seguito alla scissione dal Centro Studi e Iniziative di Danilo Dolci.

chiavi d’accesso
persone: Dolci Cielo,
luoghi: Montréal, Partanna, Palermo
soggetti/argomenti: incontro di Nuccia Tasca con Lorenzo Barbera, CRESM

Intervista a Pino Lombardo 623 400 Archivio Limone Lunare

Intervista a Pino Lombardo

responsabilità principali

Crisci, Giulia (autore)

Stabile, Nicolò (autore)

Info edizione
lingua: italiana
nazionalità: italiana

data e luogo di produzione
data di produzione: 2020 set. 10
luogo di produzione: Santa Ninfa

descrizione fisica del materiale
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P. Lombardo_versione archivio
alta risoluzione
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1.925.786.476
completo
01:23:35
montato
tecnica
sonoro
tecnica mono

abstract
Pino Lombardo racconta la nascita del Centro Studi e Iniziative per la piena occupazione di Partinico (PA), nel 1958, e ne ricorda il metodo di lavoro e gli obiettivi principali; ricorda le lotte per la realizzazione della diga sul fiume Jato e quelle post terremoto per la ricostruzione dei comuni delle valli del Belice, del Carboj e dello Jato che furono distrutti o gravemente danneggiati. Lombardo ripercorre le vicende legate all’elaborazione del Piano di sviluppo per la Valle del Belice e riferisce delle politiche di urbanizzazione fallimentari messe in atto dall’I.S.E.S (Istituto Superiore Edilizia Sociale). Successivamente si sofferma sull’esperienza di Radio Libera, prima radio pirata a violare il monopolio Rai. Ne restituisce il processo di creazione e l’organizzazione della messa in onda, insieme ad una grande manifestazione a Partinico il 25.03. 1970. Altri importanti tasselli del lavoro comune con Danilo Dolci sono la realizzazione del Centro educativo di Mirto a Partinico e di Borgo di Dio a Trappeto (PA) di cui Lombardo ricorda l’atmosfera e gli incontri di grande rilevanza che lì si tenevano.

chiavi d’accesso: Lombardo, Giuseppe (intervistato)

Segmenti

descrizione fisica
inizio: 00:00:00
fine: 00:08:31

abstract
Pino Lombardo ripercorre la nascita del “Centro Studi e Iniziative per la piena occupazione” di Partinico (PA), nel 1958, ed espone i suoi principali obiettivi.  Comincia dalla sua istituzione insieme ad altri centri dislocati in diversi comuni della Sicilia occidentale, tramite i fondi donati a Danilo Dolci nel 1957, in occasione del conseguimento del Premio Lenin per la Pace. Spiega come Danilo operò sin da subito sul territorio, giungendo, nel 1962, a coinvolgere 25 sindaci delle province di Trapani, Palermo e Agrigento nella costituzione di un Comitato intercomunale. Racconta, inoltre, di come, sin dalla costituzione del Centro Studi e Iniziative fosse stato elaborato un programma decennale per il territorio. Tra essi: la realizzazione di una diga sul fiume Jato nella zona di Partinico, la quale venne ultimata alla fine degli anni ’60 a seguito delle pressioni esercitate dalla popolazione; la realizzazione di una scuola sperimentale, fondata su un metodo di insegnamento innovativo; la costituzione a Trappeto (PA) di un centro di formazione; la fondazione di una radio ad uso del Centro Studi per dare voce alla gente, fare informazione e trasmettere programmi culturali.

chiavi d’accesso
persone: Dolci Danilo
luoghi: Valle dello Jato, Partinico, Corleone, Roccamena, Menfi, Partanna, Trappeto
soggetti/argomenti: Centro Studi e Iniziative per la piena occupazione, Premio Lenin per la Pace, Comitato intercomunale, Programmazione decennale degli obiettivi del Centro Studi

descrizione fisica
inizio: 00:08:32
fine: 00:12:56

abstract
Pino Lombardo ripercorre le principali vicende legate all’elaborazione del Piano di sviluppo della Valle del Belice, redatto in seguito al terremoto del 1968 su iniziativa del Centro Studi e Iniziative. Tutte le ricerche e gli studi condotti sui territori terremotati da coloro che partecipavano ai seminari al Borgo di Dio vennero messi a disposizione di professionisti specializzati in diversi settori, affinché potessero redigere un piano di sviluppo per le valli dei fiumi Belice, Carboj e Jato e di ricostruzione dei comuni colpiti dal terremoto. Nel settembre del 1968, venne presentata a Partanna (TP) la bozza del Piano di sviluppo, trasmessa successivamente ai principiali organismi nazionali e regionali. Lombardo testimonia come nonostante ciò, a distanza di due anni dal terremoto l’amministrazione non avesse ancora ultimato le verifiche geologiche, necessarie per individuare i luoghi più adatti per la ricostruzione dei comuni distrutti dal terremoto, laddove non fosse stata possibile la ricostruzione nel medesimo luogo.

chiavi d’accesso
luoghi: Valle del Belice, Valle del Carboj, Valle dello Jato, Palermo, Partanna, Gibellina, Salaparuta, Poggioreale, Santa Ninfa, Sciacca, Castelvetrano,
soggetti/argomenti: Piano di sviluppo della valle del Belice,

descrizione fisica
inizio: 00:12:57
fine: 00:29:54

abstract
Pino Lombardo racconta della decisione di organizzare una manifestazione di denuncia delle condizioni di vita dei terremotati, per sollecitare la ricostruzioni dei comuni delle Valle del Belice, del Carboj e dello Jato, facendo ricorso, per la prima volta, allo strumento radiofonico. Sottolinea come l’organizzazione del tutto – affidata a lui, Danilo Dolci e Franco Alasia – fosse stata condotta con riserbo in quanto la legge in quel periodo non consentiva ancora la formazione di radio indipendenti. Una volta definiti gli aspetti organizzativi, venne indetta la manifestazione, svoltasi a Partinico (PA) il 25 marzo 1970, la quale avrebbe previsto nella fase conclusiva la messa in onda della trasmissione radiofonica Radio Libera, preventivamente registrata, della durata di quasi 4 ore. Il corteo percorse il tragitto dalla piazza del Municipio a Palazzo Scalia, sede del Centro Studi e Iniziative, e non appena giunse a destinazione, Danilo Dolci da sopra un palco accese la radio, mentre Pino e Franco Alasia rimasero barricati all’interno di Palazzo Scalia per proteggere l’attrezzatura ed evitare che le forze dell’ordine riuscissero ad interrompere la trasmissione radiofonica. L’obiettivo era di mandarla in onda per 48 ore consecutive, ripetendo ininterrottamente le 4 ore di programmazione registrata. Una volta azionata la radio il corteo si sciolse e la radio continuò a trasmettere per tutta la notte, sino all’indomani

chiavi d’accesso
persone: Dolci Danilo, Dolci Amico, Alasia Franco, Uccello Antonino, Bellafiore Vito
luoghi: Valle del Belice, Valle del Carboj, Valle dello Jato, Menfi, Partinico, Santa Ninfa
soggetti/argomenti: Radio Libera

descrizione fisica
inizio: 00:29:55
fine: 00:40:37

abstract
Pino Lombardo si sofferma sulle condizioni di vita precarie all’interno delle baracche che vennero allestite nelle zone terremotate. Ricorda la costituzione, antecedente al terremoto del Belice, di un Comitato dei sindaci, che vide come coordinatore il sindaco di Santa Ninfa (TP) Vito Bellafiore e che, in seguito al sisma, poté fungere da organismo di aggregazione fra i sindaci dei comuni terremotati. A Santa Ninfa, tramite fondi donati dall’URSS alla sede nazionale per Partito Comunista, fu costruita nel 1974 una Casa del Popolo che funzionava da punto di incontro per coordinare le attività di protesta e le manifestazioni degli abitanti della valle del Belice.

chiavi d’accesso
persone: Bellafiore Vito, Dolci Danilo,
luoghi: Valle del Belice, Santa Ninfa, Messina,
soggetti/argomenti: baraccopoli, Comitati dei sindaci, Casa del Popolo

descrizione fisica
inizio: 00:40:37
fine: 00:43:49

abstract
Pino Lombardo rievoca la divergenza di visioni tra Danilo Dolci e Lorenzo Barbera, avvenuta in seguito ad una manifestazione organizzata da  a Roccamena (PA; ottobre 1969). Barbera pensò ad un processo pubblico simbolico contro lo Stato – colpevole di non aver adempiuto agli impegni presi per la ricostruzione della valle del Belice – dove vennero simbolicamente condannate note personalità politiche. Lombardo che conosceva entrambi afferma che le modalità di questa azione fossero distanti da quelle  del Centro Studi e fu questo stesso episodio a determinare l’allontanamento tra Danilo, che operava principalmente con i collaboratori dei centri di Partinico (PA) e Menfi (AG), e Lorenzo, che intraprese una strada autonoma insieme ai collaboratori del centro di Partanna (TP).

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persone: Dolci Danilo, Barbera Lorenzo, Castiglione Alberto
luoghi: Partanna, Roccamena, Partinico, Menfi, Trappeto
soggetti/argomenti: “processo” di Roccamena

descrizione fisica
inizio: 00:43:53
fine: 00:51:25

abstract
Pino Lombardo ricorda i quaranta giorni di manifestazioni messe in atto all’indomani della presentazione del Piano di sviluppo delle valli del Belice, del Carboj e dello Jato: il digiuno di tre giorni nelle baracche di Montevago (AG), quelli successivi nelle baracche di Poggioreale (TP), Menfi (AG) e Partinico (PA) e infine, a conclusione dei quaranta giorni, le azioni di protesta messe in atto a Palermo scrivendo frasi di denuncia sui muri di alcuni palazzi storici della città. Descrive in particolare quest’ultimo episodio, che ebbe per protagonisti Pino, Franco La Gennusa, Danilo Dolci, sua moglie Vincenzina Mangano, Franco Alasia ed Ernesto Treccani, tutti fermati dalle forze dell’ordine e schedati a causa di ciò. Rimarca inoltre il valore morale delle loro azioni, nonostante l’illegalità di esse, sottolineando, a proposito della messa in onda della Radio libera, come il diritto di manifestare le proprie idee «con ogni mezzo a disposizione» fosse sancito dall’art. 21 della Costituzione, sebbene ancora la legislazione italiana non prevedesse la possibilità di istituire radio libere.

 

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persone: Barrile Leonardo, Treccani Ernesto, Dolci Danilo, Mangano Vincenzina, La Gennusa Francesco Paolo (detto Franco), Alasia Franco
luoghi: Valle del Belice, Valle del Carboj, Valle dello Jato, Montevago, Poggioreale, Menfi, Partinico, Gibellina, Palermo, Santa Ninfa
soggetti/argomenti: manifestazioni per lo sviluppo del Belice, Radio Libera

descrizione fisica
inizio: 00:51:25
fine: 00:58:05

abstract
Pino Lombardo ritorna sulla manifestazione iniziata il 25 marzo 1970, in cui per la prima volta venne trasmessa Radio libera, soffermandosi sugli eventi conclusivi: dopo la prima notte e la mattina seguente trascorse in tranquillità, la sera del 26 marzo le forze dell’ordine fecero irruzione a Palazzo Scalia, registrando i nominativi di chi si trovava all’interno e sequestrando tutta l’attrezzatura e le bobine. Pino Lombardo e i collaboratori presenti furono denunciati, ma per via di un’amnistia subentrata qualche anno dopo, il reato decadde e venne restituito tutto ciò che era stato sequestrato in quell’occasione. Pino riflette inoltre sull’importanza dello strumento radiofonico quale mezzo di comunicazione non unilaterale, che dia voce alle persone alle quali si rivolge, e dunque non di semplice trasmissione di informazioni.

 

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persone: Dolci Danilo, Alasia Franco
luoghi: Roma
soggetti/argomenti: Radio Libera

descrizione fisica
inizio: 00:58:05
fine: 01:09:59

abstract
Pino Lombardo sottolinea come, nonostante il Piano di sviluppo per le valli del Belice, del Carboj e dello Jato fosse stato trasmesso al Governo e a tutti gli organismi regionali e nazionali, di esso non si tenne conto nei piani di urbanizzazione ministeriali redatti dall’I.S.E.S (Istituto Superiore Edilizia Sociale). I progetti di urbanizzazione e di ricostruzione dei comuni terremotati ignorarono le istanze popolari e non aprirono alcun confronto con le amministrazioni locali. Lombardo riporta emblematicamente la vicenda della presentazione nel 1974 del piano di trasferimento previsto per il comune di Santa Ninfa (TP), di cui erano già stati avviati i lavori, prima ancora che il sindaco ne prendesse visione, e rivelatosi del tutto inadeguato rispetto alle esigenze della popolazione. Dopo circa otto anni dal terremoto del Belice, su iniziativa di Vito Bellafiore e di altri sindaci dei comuni terremotati  istituirono una Commissione per l’approvazione dei progetti, con sede in ciascun comune, che semplificasse la burocrazia e dunque ne riducesse i tempi di approvazione e realizzazione.

 

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persone: Alasia Franco, Mancini Giacomo, Bellafiore Vito, Falcone Giovanni, Borsellino Paolo,
luoghi: Valle del Belice, Valle del Carboj, Valle dello Jato, Santa Ninfa, Gibellina, Salaparuta, Poggioreale, Palermo, Partinico,
soggetti/argomenti: Piano di sviluppo della valle del Belice, I.S.E.S., politiche di urbanizzazione,

descrizione fisica
inizio: 01:10:00
fine: 01:23:35

abstract
Pino Lombardo racconta la nascita del Centro educativo di Mirto a Partinico (PA), fondato non solo su un modello educativo sperimentale e innovativo, ma anche su una nuova cultura costruttiva ed un nuovo modo di concepire l’architettura e gli spazi stessi. Ricorda infatti l’attenzione posta alla scelta del terreno su cui sarebbe stato edificato il centro e di come la sua realizzazione fosse stata preceduta da circa un anno e mezzo di progettazione – caratterizzata da continui incontri tra gli architetti, i collaboratori del centro e gli abitanti- che tenesse conto tanto degli aspetti strutturali, tali da garantirne la solidità e la messa in sicurezza, quanto delle attività che al suo interno sarebbero state svolte, così che l’architettura e la disposizione degli spazi risultassero funzionali all’idea di scuola di cui il centro si fece promotore, fondata sulle relazioni (tra educatori e studenti; tra gruppi di studenti; tra educatori e genitori) e sulla “maieutica reciproca”. Anche l’edificazione del Borgo di Dio, avvenuta a Trappeto (PA) nel 1968, fu fondata sugli stessi principi. Il centro fu pensato per ospitare convegni e seminari, già organizzati nello stesso luogo prima che diventasse il Borgo. Lì si tennero anche gli incontri per pianificare le attività del Centro di Mirto, i quali videro la partecipazione di noti intellettuali e pedagogisti e furono finalizzati non sono allo sviluppo di una riflessione collettiva sui principi e sui metodi per un nuovo modello di insegnamento, ma anche alla formazione degli stessi educatori che avrebbero successivamente lavorato presso il centro.

 

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persone: Dolci Danilo, Dolci Amico, Piaget Jean, Rodari Gianni, Freire Paulo
luoghi: Partinico, Trappeto
soggetti/argomenti: Centro educativo di Mirto, Borgo di Dio, maieutica reciproca

Paola Calì 731 1024 Archivio Limone Lunare

Paola Calì

responsabilità principali
Marcella Geraci (autrice)
Paola Calì (autrice)

Info edizione
lingua: italiana
nazionalità: italiana

data e luogo di produzione
data di produzione: 28 febbraio 2017
luogo di produzione: Caltanissetta

descrizione fisica del materiale
copia di catalogazione
Intervista a Lina Calì_versione Limone lunare
alta risoluzione
WAV
639.131.376
completo
00:30:46
sonoro
tecnica mono

abstract
Paola Calì racconta della sua iscrizione al Pci, del suo impegno politico nella Cgil fin da adolescente e nell’Auser. Ricorda l’adesione all’Udi e l’impegno di Letizia Colajanni in tutte le battaglie – soprattutto locali – a fianco di minatori, braccianti, lavoratrici a domicilio e ripercorre alcuni episodi di vita, di impegno e lotta della stessa Letizia concludendo con la sua attività nell’Auser. Parla infine del lascito di Letizia alle nuove generazioni, riflettendo soprattutto sulle questioni dell’aborto, dell’eutanasia e dell’appartenenza politica.

Segmenti

descrizione fisica
inizio: 00:00:00
fine: 00:04:45

abstract
Paola Calì racconta della sua adesione al Pci e alla Fgci, che avvenne nel 1958, quando aveva appena 16 anni, e di come l’adesione al Partito avvenisse generalmente per cooptazione, a seguito, cioè, della presentazione da parte di iscritti e militanti di “provata fedeltà”. Racconta quindi di non aver mai ricoperto incarichi di rilievo nel Partito ma di essere sempre stata attiva all’interno del sindacato. Fu, infatti, per lungo tempo, direttrice del patronato Inca, incarico che detenne dagli anni Settanta fino al suo pensionamento nel 1992. Paola Calì cita brevemente i suoi attuali impegni come segretaria dello Spi e componente del direttivo Cgil, come direttrice del circolo Auser e membro del comitato Inps di Caltanissetta.

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enti/istituzioni: Sindacato Pensionati Italiani – Cgil; Fgci. Federazione giovanile comunisti italiani; Associazione per l’autogestione dei servizi e la solidarietà – Auser; Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta
luoghi: Caltanissetta
soggetti/argomenti: adesione al Partito comunista italiano, Fgci e sindacato

descrizione fisica
inizio: 00:04:46
fine: 00:10:17

abstract
Paola Calì racconta di aver conosciuto Letizia Colajanni partecipando alle attività del Partito e seguendo le iniziative del Circolo Udi. Ricorda i corsi di cucito e ricamo per le donne adulte organizzati dall’Udi e racconta di come le giovani, nel doposcuola, usassero spesso recarsi nei locali della Federazione del Pci. Riferisce inoltre di come, a dispetto di tanti in città, la sua famiglia, di stampo socialista, apprezzasse molto l’iniziativa delle militanti dell’Udi. Viene quindi rievocato l’impegno attivo e costante di Letizia Colajanni in molte battaglie locali portate avanti dal Partito e soprattutto il suo ruolo nell’organizzare le lotte delle donne (lotte delle mogli dei minatori e dei braccianti, mobilitazioni delle lavoranti a domicilio del comune di Santa Caterina Villarmosa).

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enti/istituzioni: Auser – Cgil; Federazione giovanile comunista italiana. Comitato provinciale, Caltanissetta; Unione donne italiane. Circolo di Caltanissetta
persone: Colajanni, Letizia Novella; Fruscione, Margherita
luoghi: Caltanissetta
soggetti/argomenti: attività dell’Udi di Caltanissetta

descrizione fisica
inizio: 00:10:18
fine: 00:11:30

abstract
Paola Calì riferisce le critiche di Letizia nei confronti del femminismo della seconda ondata, di come ella ritenesse rigide e intransigenti le posizioni di molte femministe soprattutto rispetto alla possibilità di condurre le loro battaglie insieme agli uomini. Si tratta di una posizione allora condivisa dalla stessa intervistata la quale però non ricorda se vi fu, all’interno del Partito, uno scontro generazionale con le compagne più giovani, molte delle quali si erano avvicinate al femminismo.

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persone: Colajanni, Letizia Novella;
luoghi: Caltanissetta;
soggetti/argomenti: femminismo e rapporto con le nuove generazioni;

descrizione fisica
inizio: 00:11:31
fine: 00:26:20

abstract
Paola Calì definisce Letizia una moderata che si distinse all’interno del Partito per la sua generosità e rievoca una Letizia coerente e sempre in linea con la disciplina di Partito, anche a seguito della scissione del Pci e della nascita di Rifondazione comunista nel 1991. Racconta di una Letizia generosa e impegnatissima a organizzare recite per i più piccoli del “Pioniere” (Fgci) nei locali della Lega dei minatori. A suo parere Letizia fu tutto sommato valorizzata dal Partito, nonostante avesse sempre manifestato il suo disinteresse per posizioni e incarichi di prestigio. Paola Calì accenna alle attività e alle iniziative promosse da Letizia all’interno dell’Auser di Caltanissetta, associazione che ella stessa contribuì a fondare nei primi anni Ottanta e si sofferma quindi sull’ingresso in politica delle donne nel secondo dopoguerra riferendo di come spesso le donne che militavano fossero criticate e discriminate nonostante gli enormi sacrifici ai quali si sottoponevano.

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enti/istituzioni: Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta
persone: Colajanni, Letizia Novella; Gallo, Giuseppe
luoghi: Caltanissetta
soggetti/argomenti: la coerenza di Letizia Colajanni nell’attività politica

descrizione fisica
inizio: 00:26:21
fine: 00:30:46

abstract
Paola Calì fa riferimento all’apertura di Letizia, che, nonostante la sua fede cattolica, partecipò attivamente alle lotte per l’approvazione della legge 194/1978 sull’interruzione volontaria di gravidanza. Si dilunga quindi sul confronto avvenuto con i cattolici sul tema dell’aborto, rievocando anche un caso di aborto autopraticato a Caltanissetta. Paola Calì afferma che l’apertura di Letizia, ad oggi, l’avrebbe portata a comprendere le posizioni a favore dell’eutanasia e del suicidio assistito. In conclusione Paola Calì rievoca l’immagine di Letizia e del suo sacchetto, la busta che era solita portare sempre con sé e dove conservava la sua spesa, libri, carte, documenti.

chiavi d’accesso
persone: Colajanni, Letizia Novella; Antoniani, Fabiano; Vendola, Nichi; Colajanni, Pompeo (junior); Militello di Castagna, Sofia;
luoghi: Caltanissetta;
soggetti/argomenti: religione; eutanasia; maternità; aborto; ricordo di Letizia;

Enrichetta Angela Casanova Infuso 362 600 Archivio Limone Lunare

Enrichetta Angela Casanova Infuso

responsabilità principali
Marcella Geraci (autrice)
Enrichetta Angela Casanova (autrice)

Info edizione
lingua: italiana
nazionalità: italiana

data e luogo di produzione
data di produzione: 12 maggio 2017
luogo di produzione: Caltanissetta

descrizione fisica del materiale
copia di catalogazione
Enrichetta Angela Casanova_versione Limone lunare
alta risoluzione
WAV
322.082.800
completo
00:18:38
sonoro
tecnica mono

abstract
Enrichetta Angela Casanova Infuso racconta della sua iscrizione al Partito comunista e ripercorre episodi e battaglie politiche condivise con Letizia Colajanni: riferisce del tesseramento di Letizia al Partito comunista, della sua adesione all’Udi, dell’occupazione delle terre incolte per la redistribuzione ai contadini nei territori di Resuttano, Delia e Caltanissetta, delle manifestazioni accanto ai minatori; ricorda anche la scomunica che entrambe subirono alla fine degli anni Quaranta da parte della Chiesa cattolica in quanto iscritte al Partito comunista. Rievoca inoltre alcuni episodi condivisi di vita privata, ricordando Letizia nella veste di testimone alle sue nozze, e si sofferma sull’eredità che ha lasciato alle nuove generazioni.

Segmenti

descrizione fisica
inizio: 00:00:00
fine: 00:03:50

abstract
Enrichetta rievoca il suo tesseramento al Pci, avvenuto all’età di sedici anni, le ragioni della sua adesione al Partito – dettate, oltre che dalle sollecitazioni del marito, già militante, dalla constatazione delle diseguaglianze sociali e dei problemi concreti vissuti all’indomani della seconda guerra mondiale – e riferisce della percezione della comunità di Caltanissetta nei confronti del Pci e delle donne che vi militavano.

 

chiavi d’accesso
enti/istituzioni: Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta; Associazione Pionieri d’Italia;
luoghi: Caltanissetta;
soggetti/argomenti: iscrizione al Pci;

descrizione fisica
inizio: 00:03:51
fine: 00:16:00

abstract
Enrichetta racconta dell’iscrizione di Letizia Colajanni al Pci e all’Udi, riferendo le principali attività che si svolgevano. Rievoca inoltre alcune delle principali battaglie politiche condivise a sostegno dei lavoratori, annoverando tra esse l’occupazione delle terre incolte a sostegno dei contadini, attuata soprattutto nei comuni di Caltanissetta, Delia e Resuttano, sottolineando il coraggio di Letizia nel sostenere le rivendicazioni delle classi sociali più svantaggiate nonostante la sua diversa estrazione.

chiavi d’accesso
enti/istituzioni: Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta; Unione Donne Italiane. Comitato provinciale, Caltanissetta
persone: Colajanni, Letizia Novella; Colajanni, Pompeo (junior)
luoghi: Caltanissetta; Delia; Resuttano
soggetti/argomenti: attività presso l’Udi; lotte dei lavoratori; occupazione delle terre incolte

descrizione fisica
inizio: 00:16:01
fine: 00:16:56

abstract
Enrichetta rievoca la scomunica che la Congregazione del Sant’Uffizio inflisse nel 1949 agli iscritti al Pci e ai suoi sostenitori. Sia lei che Letizia, entrambe di fede cattolica, ne furono colpite con conseguente impossibilità di ricevere i sacramenti.

chiavi d’accesso
enti/istituzioni: Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta; Unione Donne Italiane. Comitato provinciale, Caltanissetta
persone: Colajanni, Letizia Novella; Colajanni, Pompeo (junior)
luoghi: Caltanissetta; Delia; Resuttano
soggetti/argomenti: attività presso l’Udi; lotte dei lavoratori; occupazione delle terre incolte

descrizione fisica
inizio: 00:16:01
fine: 00:16:56

abstract
Enrichetta rievoca la scomunica che la Congregazione del Sant’Uffizio inflisse nel 1949 agli iscritti al Pci e ai suoi sostenitori. Sia lei che Letizia, entrambe di fede cattolica, ne furono colpite con conseguente impossibilità di ricevere i sacramenti.

chiavi d’accesso
persone: Colajanni, Letizia Novella; La Greca, Domenico; Padre Pilato
luoghi: Caltanissetta
soggetti/argomenti: scomunica ai comunisti

descrizione fisica
inizio: 00:16:57
fine: 00:18:38

abstract
Enrichetta individua i valori della libertà e della concezione democratica dell’agire politico quali i lasciti più importanti di Letizia Colajanni per le nuove generazioni.

chiavi d’accesso
enti/istituzioni: Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta;
persone: Colajanni, Letizia Novella;
soggetti/argomenti: insegnamenti di Letizia Colajanni; libertà;

Antonio Bellia 870 582 Archivio Limone Lunare

Antonio Bellia

Responsabilità principali
Antonio Bellia
Davide Ficarra

Info edizione
lingua: italiana
nazionalità: italiana

Data e luogo di produzione
data di produzione: 2000

Descrizione fisica del materiale
copia di catalogazione Intervista Antonio
Mp3
10,3 MB
00:08:35
sonoro
tecnica stereo

abstract
L’intervista ad Antonio Bellia inizia con una riflessione sulla ricerca dell’identità politica da parte del movimento, leggendo la presa di posizione sulla non-violenza, assunta non di buon grado da tutti, da quel punto di vista. Analizzando le cause scatenanti del movimento, Bellia ritiene che la legge Ruberti fu la miccia che accese una situazione che a Palermo, città che stava vivendo dei grossi cambiamenti (fra cui la Primavera di Palermo) sobbolliva da tempo. In ultimo, l’intervistato ragiona sui possibili esiti del movimento qualora da universitario si fosse trasformato in qualcosa di più ampio, nella cui direzione si era andati stringendo rapporti con gli operai della Keller in fermento.

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persone: Antonio Ruberti  ( Ministro )
nomi di luogo: Palermo, Sicilia
soggetto/argomento: Costruzione dell’identità, non-violenza Primavera di Palermo, Manifestazioni, Assemblee Anarchici, Demoproletari, Autonomi, FGCI, Operai della Keller

Segmenti

Pina e Orsola Rotondo 723 1024 Archivio Limone Lunare

Pina e Orsola Rotondo

responsabilità principali
Marcella Geraci (autrice)
Orsola Rotondo, (autrice)
Giuseppina Rotondo (autrice)

Info edizione
lingua: italiana
nazionalità: italiana

data e luogo di produzione
data di produzione: 25 febbraio 2016
luogo di produzione: Caltanissetta

descrizione fisica del materiale
copia di catalogazione

alta risoluzione
WAV
779.528.924
completo
00:45:06
sonoro
tecnica mono

abstract
Pina e Orsola Rotondo illustrano le condizioni di lavoro delle ricamatrici a domicilio del comune di Santa Caterina Villarmosa (Cl) a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento, sottolineando come esso si svolgesse senza alcuna contrattualizzazione e fosse sottopagato, il più delle volte al servizio di intermediari e non dei committenti stessi. Raccontano della nascita del movimento di protesta della ricamatrici nel 1971 e della costituzione della Lega delle ricamatrici di Santa Caterina Villarmosa nel 1973, grazie al sostegno della federazione di Caltanissetta del Pci e della Cgil. Riferiscono degli obiettivi delle proteste e ripercorrono le principali lotte condotte dalle ricamatrici, tra le quali la battaglia per l’approvazione della legge n. 877/1973 sul lavoro a domicilio e la manifestazione per la Vertenza Sicilia (Palermo, giugno 1974). Raccontano inoltre della costituzione della cooperativa di ricamatrici “La rosa rossa” nel 1978, del contratto di lavoro ottenuto con l’azienda tessile Frette e delle motivazioni che condussero alla chiusura della cooperativa nel 1980, dettate principalmente dalla concorrenza, da contrasti interni alla cooperativa stessa, dalla diffidenza della comunità di Santa Caterina nei loro confronti e dal mancato sostegno da parte delle pubbliche amministrazioni.

Segmenti

descrizione fisica
inizio: 00:00:00
fine: 00:07:01

abstract
Pina e Orsola illustrano le motivazioni sottese alla scelta di diventare ricamatrici per molte donne di Santa Caterina Villarmosa e descrivono le condizioni di lavoro che vigevano sino all’inizio degli anni Settanta. In particolare, raccontano come le bambine imparassero a ricamare sin dall’età delle scuole elementari, per poi cominciare, già intorno agli undici anni, a prestare il loro lavoro al servizio di “intermediari” che agivano per conto dei committenti. Spiegano come il fatto di diventare ricamatrici sin dalla giovane età fosse il più delle volte dovuto all’impossibilità di poter frequentare le scuole secondarie di primo grado – a causa dell’assenza di strutture scolastiche a Santa Caterina e della mancanza di una disponibilità economica da parte dei genitori, tale da permettere alle figlie gli studi al di fuori del comune – e dunque dalla necessità di svolgere un lavoro. Descrivono inoltre le condizioni di lavoro delle ricamatrici, svolto individualmente nelle case, il più delle volte non retribuito o, nelle migliori delle ipotesi, pagato in nero mediamente cinquanta lire l’ora. Sottolineano infine come in quel periodo a Santa Caterina, e in generale nel Meridione di Italia, non fosse diffusa la cultura della cooperazione e le uniche occasioni di incontro e di confronto durante il lavoro avvenissero in estate, quando le donne si radunavano a lavorare in strada sull’uscio delle proprie abitazioni.

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soggetti/argomenti: condizioni di lavoro delle ricamatrici; intermediari

descrizione fisica
inizio: 00:07:02
fine: 00:16:32

abstract
Pina e Orsola raccontano dell’incremento del lavoro di ricamo a domicilio a Santa Caterina e ripercorrono la nascita del movimento di rivendicazione portato avanti dalle ricamatrici, avvenuta nel 1971. Ricordano come intorno al 1970 il lavoro delle ricamatrici a Santa Caterina si fosse intensificato in seguito al trasferimento ad Agrigento, per motivi di lavoro, di alcune di loro: ciò fece sì che venisse conosciuta l’attività delle ricamatrici di Santa Caterina, non solo ad Agrigento, ma anche a Palermo e in diversi comuni siciliani, che cominciarono a commissionare lavori alle lavoratrici del luogo. Sottolineano come con l’incrementarsi del lavoro, le lavoratrici cominciarono ad avvertire l’esigenza di organizzarsi collettivamente per mobilitarsi contro lo sfruttamento lavorativo. Raccontano inoltre di essere state sostenute nell’organizzazione del movimento della Federazione di Caltanissetta del Pci e dalla Cgil, sottolineando al contempo come fossero state inizialmente osteggiate dalla stessa Sezione di Santa Caterina del Pci.

chiavi d’accesso
Enti/istituzioni: Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta; Partito comunista italiano. Sezione di Santa Caterina Villarmosa; Confederazione generale italiana del lavoro
persone: Papiccio, Pasquale; Petrantoni, Michele; Colajanni, Letizia Novella; Falci, Fiorella
luoghi: Agrigento; Palermo
soggetti/argomenti: incremento del lavoro a domicilio; movimento di protesta

descrizione fisica
inizio: 00:07:02
fine: 00:16:32

abstract
Pina e Orsola rievocano l’istituzione della Lega delle ricamatrici di Santa Caterina Villarmosa che avvenne nel 1973. Si soffermano  sugli scopi principali della cooperativa tra cui quello di rivendicare un lavoro a domicilio regolamentato e pagato adeguatamente – ovvero 100 lire l’ora, più i contributi – e quello di richiedere una interazione lavorativa diretta con i committenti dei tessuti ricamati, senza il tramite degli intermediari. Sottolineano, a proposito dell’organizzazione di riunioni all’interno della Lega, come le donne che vi partecipassero venissero definite “donnacce” dalla comunità. Si soffermano sul ruolo del Pci e della Ggil, ricordando come alcuni militanti della Federazione di Caltanissetta del Pci e del sindacato fossero andati a Santa Caterina per offrire il loro sostegno per la costituzione del movimento e per l’organizzazione di attività e incontri. Ricordano inoltre il contributo di Letizia Colajanni per il movimento, considerata uno dei riferimenti principali per la Lega in virtù del suo impegno a favore della causa e della sua conoscenza delle leggi regionali.

chiavi d’accesso
enti/istituzioni: Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta; Confederazione generale italiana del lavoro;
persone: Della Rosa, Alessandra; Di Francesco, Concetta; Papiccio, Pasquale; Petrantoni, Michele; Arnone, Mario; Falci, Fiorella; Colajanni, Letizia Novella; Mafai, Simona;
luoghi: Partinico; Mirabella Imbaccari;
soggetti/argomenti: Lega delle ricamatrici di Santa Caterina Villarmosa; gelsominaie;

descrizione fisica
inizio: 00:22:34
fine: 00:29:20

abstract
Pina e Orsola rievocano l’organizzazione della manifestazione “Vertenza Sicilia” (Palermo, giugno 1974), i risultati ottenuti e le conseguenze. Ricordano come le riunioni organizzative della manifestazioni fossero state osteggiate dal maresciallo dei carabinieri che minacciò di denunciarle. Raccontano della battaglia per l’approvazione della legge sul lavoro a domicilio (n. 877 del 18 dicembre 1973) e della denuncia presentata dalle ricamatrici di Santa Caterina nei confronti di intermediari e committenti accusati di sfruttamento del lavoro, che portò a una serrata contro le lavoratrici a domicilio e alla sospensione degli incarichi di lavoro. Sottolineano infine la battaglia, condotta con esito positivo dal Pci e dalla Cgil e avente tra i principali promotori Mario Arnone, per il conferimento di un indennizzo di 250.000 lire spettante a tutte le donne che fossero iscritte all’ufficio di collocamento con la qualifica di ricamatrice, per far fronte alla serrata nei loro confronti.

chiavi d’accesso
enti/istituzioni: Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta; Confederazione generale italiana del lavoro;
persone: La Marca, Salvatore; Crocetta, Salvatore; Figurelli, Michele; Geraci, Michele; Papiccio, Pasquale; Arnone, Mario; Augello, Giacomo; Traina, Calogero;
luoghi: Palermo;
soggetti/argomenti: Vertenza Sicilia; legge sul lavoro a domicilio; indennizzo per le ricamatrici di Santa Caterina;

descrizione fisica
inizio: 00:29:20
fine: 00:45:06

abstract
Pina e Orsola rievocano l’esperienza della costituzione, nel 1978, della cooperativa “La rosa rossa”, di cui fecero parte 36 ricamatrici, tra cui Orsola in qualità di presidente, Pina e Letizia Colajanni, e che aveva sede a Santa Caterina presso i locali della Cgil. Sottolineano in particolar modo le cause principali del fallimento di tale esperienza e citano, tra gli episodi più rilevanti, il contratto stipulato con l’azienda tessile Frette e conclusosi dopo circa un anno, principalmente a causa di anonimi che avrebbero sabotato il campionario preparato da loro e inviato all’azienda. Menzionano, quali ulteriori fattori di crisi, non solo la concorrenza con altri soggetti, che vendevano i ricami a prezzi inferiori, ma anche contrasti interni alla cooperativa stessa: raccontano come le donne della cooperativa non approvassero lo stipendio percepito da Orsola non solo perché non ricamava – in quanto presidente della cooperativa era infatti impegnata in viaggi e iniziative per ottenere contratti lavorativi per la cooperativa stessa -, ma anche perché sostenevano che in quanto iscritta al Pci non avrebbe dovuto svolgere la sua attività dietro compenso, ma come militanza. Raccontano infine della chiusura della cooperativa, avvenuta per problemi economici nel 1980, e riferiscono come tra coloro che aderirono al movimento non ci sia stata nessuna donna che abbia continuato a fare politica e come ormai a Santa Caterina siano poche le lavoratrici che si dedicano al ricamo come professione.

chiavi d’accesso
enti/istituzioni: Cooperativa “La rosa rossa”; Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta; Confederazione generale italiana del lavoro; Partito comunista italiano. Sezione di Santa Caterina Villarmosa; Assemblea regionale siciliana; Frette (azienda tessile);
persone: Terracini, Umberto;
soggetti/argomenti: cooperativa “La rosa rossa”; contratto con la Frette; anticomunismo;