Intervista a Pino Lombardo 623 400 Archivio Limone Lunare

Intervista a Pino Lombardo

responsabilità principali

Crisci, Giulia (autore)

Stabile, Nicolò (autore)

Info edizione
lingua: italiana
nazionalità: italiana

data e luogo di produzione
data di produzione: 2020 set. 10
luogo di produzione: Santa Ninfa

descrizione fisica del materiale
copia di catalogazione
P. Lombardo_versione archivio
alta risoluzione
WAV
1.925.786.476
completo
01:23:35
montato
tecnica
sonoro
tecnica mono

abstract
Pino Lombardo racconta la nascita del Centro Studi e Iniziative per la piena occupazione di Partinico (PA), nel 1958, e ne ricorda il metodo di lavoro e gli obiettivi principali; ricorda le lotte per la realizzazione della diga sul fiume Jato e quelle post terremoto per la ricostruzione dei comuni delle valli del Belice, del Carboj e dello Jato che furono distrutti o gravemente danneggiati. Lombardo ripercorre le vicende legate all’elaborazione del Piano di sviluppo per la Valle del Belice e riferisce delle politiche di urbanizzazione fallimentari messe in atto dall’I.S.E.S (Istituto Superiore Edilizia Sociale). Successivamente si sofferma sull’esperienza di Radio Libera, prima radio pirata a violare il monopolio Rai. Ne restituisce il processo di creazione e l’organizzazione della messa in onda, insieme ad una grande manifestazione a Partinico il 25.03. 1970. Altri importanti tasselli del lavoro comune con Danilo Dolci sono la realizzazione del Centro educativo di Mirto a Partinico e di Borgo di Dio a Trappeto (PA) di cui Lombardo ricorda l’atmosfera e gli incontri di grande rilevanza che lì si tenevano.

chiavi d’accesso: Lombardo, Giuseppe (intervistato)

Segmenti

descrizione fisica
inizio: 00:00:00
fine: 00:08:31

abstract
Pino Lombardo ripercorre la nascita del “Centro Studi e Iniziative per la piena occupazione” di Partinico (PA), nel 1958, ed espone i suoi principali obiettivi.  Comincia dalla sua istituzione insieme ad altri centri dislocati in diversi comuni della Sicilia occidentale, tramite i fondi donati a Danilo Dolci nel 1957, in occasione del conseguimento del Premio Lenin per la Pace. Spiega come Danilo operò sin da subito sul territorio, giungendo, nel 1962, a coinvolgere 25 sindaci delle province di Trapani, Palermo e Agrigento nella costituzione di un Comitato intercomunale. Racconta, inoltre, di come, sin dalla costituzione del Centro Studi e Iniziative fosse stato elaborato un programma decennale per il territorio. Tra essi: la realizzazione di una diga sul fiume Jato nella zona di Partinico, la quale venne ultimata alla fine degli anni ’60 a seguito delle pressioni esercitate dalla popolazione; la realizzazione di una scuola sperimentale, fondata su un metodo di insegnamento innovativo; la costituzione a Trappeto (PA) di un centro di formazione; la fondazione di una radio ad uso del Centro Studi per dare voce alla gente, fare informazione e trasmettere programmi culturali.

chiavi d’accesso
persone: Dolci Danilo
luoghi: Valle dello Jato, Partinico, Corleone, Roccamena, Menfi, Partanna, Trappeto
soggetti/argomenti: Centro Studi e Iniziative per la piena occupazione, Premio Lenin per la Pace, Comitato intercomunale, Programmazione decennale degli obiettivi del Centro Studi

descrizione fisica
inizio: 00:08:32
fine: 00:12:56

abstract
Pino Lombardo ripercorre le principali vicende legate all’elaborazione del Piano di sviluppo della Valle del Belice, redatto in seguito al terremoto del 1968 su iniziativa del Centro Studi e Iniziative. Tutte le ricerche e gli studi condotti sui territori terremotati da coloro che partecipavano ai seminari al Borgo di Dio vennero messi a disposizione di professionisti specializzati in diversi settori, affinché potessero redigere un piano di sviluppo per le valli dei fiumi Belice, Carboj e Jato e di ricostruzione dei comuni colpiti dal terremoto. Nel settembre del 1968, venne presentata a Partanna (TP) la bozza del Piano di sviluppo, trasmessa successivamente ai principiali organismi nazionali e regionali. Lombardo testimonia come nonostante ciò, a distanza di due anni dal terremoto l’amministrazione non avesse ancora ultimato le verifiche geologiche, necessarie per individuare i luoghi più adatti per la ricostruzione dei comuni distrutti dal terremoto, laddove non fosse stata possibile la ricostruzione nel medesimo luogo.

chiavi d’accesso
luoghi: Valle del Belice, Valle del Carboj, Valle dello Jato, Palermo, Partanna, Gibellina, Salaparuta, Poggioreale, Santa Ninfa, Sciacca, Castelvetrano,
soggetti/argomenti: Piano di sviluppo della valle del Belice,

descrizione fisica
inizio: 00:12:57
fine: 00:29:54

abstract
Pino Lombardo racconta della decisione di organizzare una manifestazione di denuncia delle condizioni di vita dei terremotati, per sollecitare la ricostruzioni dei comuni delle Valle del Belice, del Carboj e dello Jato, facendo ricorso, per la prima volta, allo strumento radiofonico. Sottolinea come l’organizzazione del tutto – affidata a lui, Danilo Dolci e Franco Alasia – fosse stata condotta con riserbo in quanto la legge in quel periodo non consentiva ancora la formazione di radio indipendenti. Una volta definiti gli aspetti organizzativi, venne indetta la manifestazione, svoltasi a Partinico (PA) il 25 marzo 1970, la quale avrebbe previsto nella fase conclusiva la messa in onda della trasmissione radiofonica Radio Libera, preventivamente registrata, della durata di quasi 4 ore. Il corteo percorse il tragitto dalla piazza del Municipio a Palazzo Scalia, sede del Centro Studi e Iniziative, e non appena giunse a destinazione, Danilo Dolci da sopra un palco accese la radio, mentre Pino e Franco Alasia rimasero barricati all’interno di Palazzo Scalia per proteggere l’attrezzatura ed evitare che le forze dell’ordine riuscissero ad interrompere la trasmissione radiofonica. L’obiettivo era di mandarla in onda per 48 ore consecutive, ripetendo ininterrottamente le 4 ore di programmazione registrata. Una volta azionata la radio il corteo si sciolse e la radio continuò a trasmettere per tutta la notte, sino all’indomani

chiavi d’accesso
persone: Dolci Danilo, Dolci Amico, Alasia Franco, Uccello Antonino, Bellafiore Vito
luoghi: Valle del Belice, Valle del Carboj, Valle dello Jato, Menfi, Partinico, Santa Ninfa
soggetti/argomenti: Radio Libera

descrizione fisica
inizio: 00:29:55
fine: 00:40:37

abstract
Pino Lombardo si sofferma sulle condizioni di vita precarie all’interno delle baracche che vennero allestite nelle zone terremotate. Ricorda la costituzione, antecedente al terremoto del Belice, di un Comitato dei sindaci, che vide come coordinatore il sindaco di Santa Ninfa (TP) Vito Bellafiore e che, in seguito al sisma, poté fungere da organismo di aggregazione fra i sindaci dei comuni terremotati. A Santa Ninfa, tramite fondi donati dall’URSS alla sede nazionale per Partito Comunista, fu costruita nel 1974 una Casa del Popolo che funzionava da punto di incontro per coordinare le attività di protesta e le manifestazioni degli abitanti della valle del Belice.

chiavi d’accesso
persone: Bellafiore Vito, Dolci Danilo,
luoghi: Valle del Belice, Santa Ninfa, Messina,
soggetti/argomenti: baraccopoli, Comitati dei sindaci, Casa del Popolo

descrizione fisica
inizio: 00:40:37
fine: 00:43:49

abstract
Pino Lombardo rievoca la divergenza di visioni tra Danilo Dolci e Lorenzo Barbera, avvenuta in seguito ad una manifestazione organizzata da  a Roccamena (PA; ottobre 1969). Barbera pensò ad un processo pubblico simbolico contro lo Stato – colpevole di non aver adempiuto agli impegni presi per la ricostruzione della valle del Belice – dove vennero simbolicamente condannate note personalità politiche. Lombardo che conosceva entrambi afferma che le modalità di questa azione fossero distanti da quelle  del Centro Studi e fu questo stesso episodio a determinare l’allontanamento tra Danilo, che operava principalmente con i collaboratori dei centri di Partinico (PA) e Menfi (AG), e Lorenzo, che intraprese una strada autonoma insieme ai collaboratori del centro di Partanna (TP).

chiavi d’accesso
persone: Dolci Danilo, Barbera Lorenzo, Castiglione Alberto
luoghi: Partanna, Roccamena, Partinico, Menfi, Trappeto
soggetti/argomenti: “processo” di Roccamena

descrizione fisica
inizio: 00:43:53
fine: 00:51:25

abstract
Pino Lombardo ricorda i quaranta giorni di manifestazioni messe in atto all’indomani della presentazione del Piano di sviluppo delle valli del Belice, del Carboj e dello Jato: il digiuno di tre giorni nelle baracche di Montevago (AG), quelli successivi nelle baracche di Poggioreale (TP), Menfi (AG) e Partinico (PA) e infine, a conclusione dei quaranta giorni, le azioni di protesta messe in atto a Palermo scrivendo frasi di denuncia sui muri di alcuni palazzi storici della città. Descrive in particolare quest’ultimo episodio, che ebbe per protagonisti Pino, Franco La Gennusa, Danilo Dolci, sua moglie Vincenzina Mangano, Franco Alasia ed Ernesto Treccani, tutti fermati dalle forze dell’ordine e schedati a causa di ciò. Rimarca inoltre il valore morale delle loro azioni, nonostante l’illegalità di esse, sottolineando, a proposito della messa in onda della Radio libera, come il diritto di manifestare le proprie idee «con ogni mezzo a disposizione» fosse sancito dall’art. 21 della Costituzione, sebbene ancora la legislazione italiana non prevedesse la possibilità di istituire radio libere.

 

chiavi d’accesso
persone: Barrile Leonardo, Treccani Ernesto, Dolci Danilo, Mangano Vincenzina, La Gennusa Francesco Paolo (detto Franco), Alasia Franco
luoghi: Valle del Belice, Valle del Carboj, Valle dello Jato, Montevago, Poggioreale, Menfi, Partinico, Gibellina, Palermo, Santa Ninfa
soggetti/argomenti: manifestazioni per lo sviluppo del Belice, Radio Libera

descrizione fisica
inizio: 00:51:25
fine: 00:58:05

abstract
Pino Lombardo ritorna sulla manifestazione iniziata il 25 marzo 1970, in cui per la prima volta venne trasmessa Radio libera, soffermandosi sugli eventi conclusivi: dopo la prima notte e la mattina seguente trascorse in tranquillità, la sera del 26 marzo le forze dell’ordine fecero irruzione a Palazzo Scalia, registrando i nominativi di chi si trovava all’interno e sequestrando tutta l’attrezzatura e le bobine. Pino Lombardo e i collaboratori presenti furono denunciati, ma per via di un’amnistia subentrata qualche anno dopo, il reato decadde e venne restituito tutto ciò che era stato sequestrato in quell’occasione. Pino riflette inoltre sull’importanza dello strumento radiofonico quale mezzo di comunicazione non unilaterale, che dia voce alle persone alle quali si rivolge, e dunque non di semplice trasmissione di informazioni.

 

chiavi d’accesso
persone: Dolci Danilo, Alasia Franco
luoghi: Roma
soggetti/argomenti: Radio Libera

descrizione fisica
inizio: 00:58:05
fine: 01:09:59

abstract
Pino Lombardo sottolinea come, nonostante il Piano di sviluppo per le valli del Belice, del Carboj e dello Jato fosse stato trasmesso al Governo e a tutti gli organismi regionali e nazionali, di esso non si tenne conto nei piani di urbanizzazione ministeriali redatti dall’I.S.E.S (Istituto Superiore Edilizia Sociale). I progetti di urbanizzazione e di ricostruzione dei comuni terremotati ignorarono le istanze popolari e non aprirono alcun confronto con le amministrazioni locali. Lombardo riporta emblematicamente la vicenda della presentazione nel 1974 del piano di trasferimento previsto per il comune di Santa Ninfa (TP), di cui erano già stati avviati i lavori, prima ancora che il sindaco ne prendesse visione, e rivelatosi del tutto inadeguato rispetto alle esigenze della popolazione. Dopo circa otto anni dal terremoto del Belice, su iniziativa di Vito Bellafiore e di altri sindaci dei comuni terremotati  istituirono una Commissione per l’approvazione dei progetti, con sede in ciascun comune, che semplificasse la burocrazia e dunque ne riducesse i tempi di approvazione e realizzazione.

 

chiavi d’accesso
persone: Alasia Franco, Mancini Giacomo, Bellafiore Vito, Falcone Giovanni, Borsellino Paolo,
luoghi: Valle del Belice, Valle del Carboj, Valle dello Jato, Santa Ninfa, Gibellina, Salaparuta, Poggioreale, Palermo, Partinico,
soggetti/argomenti: Piano di sviluppo della valle del Belice, I.S.E.S., politiche di urbanizzazione,

descrizione fisica
inizio: 01:10:00
fine: 01:23:35

abstract
Pino Lombardo racconta la nascita del Centro educativo di Mirto a Partinico (PA), fondato non solo su un modello educativo sperimentale e innovativo, ma anche su una nuova cultura costruttiva ed un nuovo modo di concepire l’architettura e gli spazi stessi. Ricorda infatti l’attenzione posta alla scelta del terreno su cui sarebbe stato edificato il centro e di come la sua realizzazione fosse stata preceduta da circa un anno e mezzo di progettazione – caratterizzata da continui incontri tra gli architetti, i collaboratori del centro e gli abitanti- che tenesse conto tanto degli aspetti strutturali, tali da garantirne la solidità e la messa in sicurezza, quanto delle attività che al suo interno sarebbero state svolte, così che l’architettura e la disposizione degli spazi risultassero funzionali all’idea di scuola di cui il centro si fece promotore, fondata sulle relazioni (tra educatori e studenti; tra gruppi di studenti; tra educatori e genitori) e sulla “maieutica reciproca”. Anche l’edificazione del Borgo di Dio, avvenuta a Trappeto (PA) nel 1968, fu fondata sugli stessi principi. Il centro fu pensato per ospitare convegni e seminari, già organizzati nello stesso luogo prima che diventasse il Borgo. Lì si tennero anche gli incontri per pianificare le attività del Centro di Mirto, i quali videro la partecipazione di noti intellettuali e pedagogisti e furono finalizzati non sono allo sviluppo di una riflessione collettiva sui principi e sui metodi per un nuovo modello di insegnamento, ma anche alla formazione degli stessi educatori che avrebbero successivamente lavorato presso il centro.

 

chiavi d’accesso
persone: Dolci Danilo, Dolci Amico, Piaget Jean, Rodari Gianni, Freire Paulo
luoghi: Partinico, Trappeto
soggetti/argomenti: Centro educativo di Mirto, Borgo di Dio, maieutica reciproca