Radio Libera Partinico
Cronologia
Estremi cronologici: 1970 mar. 25
Consistenza
12 file
Info edizione
lingua: italiana
edizione / versione: dialetto siciliano
altre lingue: inglese
data e luogo di produzione
data di produzione: 1970 mar. 25
luogo di produzione: Partinico
responsabilità principali
Amico Dolci, curatore
CSC Danilo Dolci
Giulia Crisci
Camille Pageard
abstract
Tracce estratte dall’edizione del 2005 di parte del materiale proveniente dalla trasmissione radiofonica di Radio Libera Partinico.
Chiavi d’accesso
persone: Lombardo Giuseppe, Alasia Franco, Dolci Danilo,
luoghi: Partinico
Sicilia
Segmenti
descrizione fisica
01 Sos di Radio Libera
assemblato
2.214.010
00:01:05
audio sonoro
tecnica suono stereo
DIGIT VIDEO
abstract
Appello radiofonico per accendere i riflettori sulla condizione della Sicilia occidentale dopo il terremoto del 1968 nella Valle del Belice
trascrizione
S O S, S O S. Qui parlano i poveri cristi della Sicilia occidentale, attraverso la radio della nuova resistenza. S O S, S O S. Siciliani, italiani, uomini di tutto il mondo, ascoltate: si sta compiendo un delitto, di enorme gravità, assurdo: si lascia spegnere un’intera popolazione. La popolazione delle Valli del Belice, dello Jato e del Carboi, la popolazione della Sicilia occidentale non vuole morire. Siciliani, italiani, uomini di tutto il mondo, avvisate immediatamente i vostri amici, i vostri vicini: ascoltate la voce del povero cristo che non vuole morire, ascoltate la voce della gente che soffre assurdamente. Siciliani, italiani, uomini di tutto il mondo, non possiamo lasciar compiere questo delitto: le baracche non reggono, non si può vivere nelle baracche, non si vive di sole baracche. Lo Stato italiano ha sprecato miliardi in ricoveri affastellati fuori tempo, confusamente: ma a quest’ora tutta la zona poteva essere già ricostruita, con case vere, strade, scuole, ospedali. Le mani capaci ci sono, ci sono gli uomini con la volontà di lavorare, ci sono le menti aperte a trasformare i lager della zona terremotata in una nuova città, viva nella campagna con i servizi necessari, per garantire una nuova vita. Gli uomini veri di tutto il mondo protestino con noi: L’Italia, il settimo paese industriale del mondo, non è capace di garantire un tetto solido e una possibilità di vita ad una parte del proprio popolo. Uomini di governo: lasciate spegnere bambini, donne, vecchi, una popolazione intera. Non sentite la vergogna a non garantire subito case, lavoro, scuole, nuove strutture sociali ed economiche a una popolazione che soffre assurdamente? Se si vuole, in pochi mesi una nuova città può esistere, civile, viva. Chi lavora negli uffici: di burocrazia si può morire. I poveri cristi vanno a lavorare ogni giorno alle quattro del mattino. Occorrono dighe, rimboschimenti, case, scuole, industrie, strade, occorrono subito. Questa è la radio della nuova resistenza: abbiamo il diritto di parlare e di farci sentire, abbiamo il dovere di farci sentire, dobbiamo essere ascoltati. La voce di chi è più sofferente, la voce di chi è in pericolo, di chi sta per naufragare, deve essere intesa e raccolta attivamente, subito, da tutti. S O S, S O S. Qui si sta morendo. Si sta morendo perché mancano le case. S O S, S O S. Qui si sta morendo. Si sta morendo perché manca il lavoro. S O S, S O S. Qui si sta morendo. Si sta morendo perché manca l’acqua. Occorre acqua. S O S, S O S. Qui si sta morendo. La nostra terra pur avendo grandi possibilità sta morendo abbandonata. La gente è costretta a fuggire, lasciando incolta la propria terra, è costretta ad essere sfruttata altrove. S O S, S O S. Qui si sta morendo. Si sta morendo perché si marcisce di chiacchiere e di ingiustizia. Galleggiano i parassiti, gli imbroglioni, gli intriganti, i parolai: intanto la povera gente si sfa. S O S, S O S. Qui si sta morendo. È la cultura di un popolo che sta morendo: una cultura che può dare un suo rilevante contributo al mondo. Non vogliamo che questa cultura muoia: non vogliamo la cultura dei parassiti, più o meno meccanizzati. Vogliamo che la cultura locale si sviluppi, si apra, si costruisca giorno per giorno sulla base della propria esperienza. S O S, S O S. Qui si sta morendo. Ciascuno che ascolta questa voce, avverta i propri amici, avverta tutti. La popolazione della Sicilia occidentale non vuole morire. S O S, S O S. Facciamo appello all’ONU e a tutti gli organismi internazionali che hanno a cure la vita dell’uomo e lo sviluppo pacifico del mondo: premano sul governo italiano affinché sia costretto ad agire subito e bene. S O S, S O S. Il mondo non può svilupparsi in vera pace finché una parte degli uomini è costretta alla disperazione. S O S, S O S. Qui parlano i poveri cristi della Sicilia occidentale attraverso la radio della nuova resistenza. S O S, S O S.
notizie storico-critiche
data evento rappresentato: 1968 gen. 14 – 1968 gen. 15
chiavi d’accesso
persone: Dolci Danilo, Alasia Franco, Lombardo Giuseppe,
luoghi: Valle del Carboj, Valle dello Jato, Valle del Belice, Sicilia,
soggetti/argomenti: ONU, emergenza idrica, emergenza abitativa, terremoto,
descrizione fisica
02 articolo 21
6.091.347
00:03:01
tecnica suono stereo
abstract
Sul diritto di manifestazione garantito dall’art. 21 della Costituzione Italiana.
“Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
Cosa significa “tutti”? Vi deve essere esclusa la gente che lavora più faticosamente? Vi deve essere esclusa la gente che più soffre? Il diritto-dovere alla verità, da esigenza morale, diviene via via nella storia, riguardandola nelle sue linee essenziali pur tra contraddizioni, diritto-dovere anche in termini giuridici. Il diritto alla comunicazione, alla libertà di espressione, all’informazione, non vi è dubbio sia determinante allo sviluppo di una società democratica: deve essere garantito attraverso i moderni strumenti audiovisivi che il progresso scientifico e tecnologico ci mette a disposizione. Non possiamo non valerci, non episodicamente ma strutturalmente, di quanto ci viene garantito – sta a noi conquistarlo di fatto – dalla Carta dell’uomo alla Costituzione, alla parte più avanzata del Diritto internazionale e non.
Nelle attuali condizioni storiche italiane, se ha un senso preciso l’impegno affinché la radio-televisione sia affidata allo Stato, occorre: ottenere precise garanzie affinché si possano esprimere attraverso questo strumento, monopolio dello Stato, le diverse posizioni culturali e politiche democratiche; e soprattutto portare avanti la possibilità concreta, attraverso mezzi idonei, della comunicazione dell’attuale “basso”: le voci dei lavoratori, di chi più soffre ed è in pericolo.
Una precisa conquista in questo senso non ha solo significato locale, può riuscire a produrre reazioni a catena.
S O S, S O S. Amici, organizzate gruppi di ascolto e diffusione nelle fabbriche, nelle università, nelle scuole, nelle piazze dei Comuni, nei Circoli culturali, nelle case del popolo, nelle cooperative, dovunque sia utile. Chi vuole documentarsi esattamente, ci richieda documentazione. Discutete l’iniziativa. Documentate i giornali di ciascuna delle vostre iniziative.
S O S, S O S. Qui la voce della Sicilia che non vuole morire. S O S, S O S, S O S, S O S.
chiavi d’accesso
persone: Lombardo Giuseppe, Alasia Franco, Dolci Danilo,
luoghi: Sicilia,
soggetti/argomenti: Costituzione Italiana,
descrizione fisica
03 appello in lingua inglese
assemblato
12.032.832
00:01:08
tecnica suono stereo
abstract
Appello in lingua inglese sulle condizioni della popolazione siciliana in seguito al terremoto della Valle del Belice del 1968.
chiavi d’accesso
persone: Dolci Danilo, Alasia Franco, Lombardo Giuseppe
luoghi: Sicilia
soggetti/argomenti: Terremoto
descrizione fisica
04 lettera al capo dello Stato
46.988.256
00:04:26
audio sonoro
tecnica suono stereo
Signori. Dopo più di due anni dal terremoto che ha colpito la Sicilia occidentale, la `popolazione per gran parte è baraccata o in case pericolanti: decine di migliaia di persone si trovano nelle notti d’inverno le coperte ghiacce di umido addosso, quando non bagnate; d’estate soffocano.
Una parte dell’Italia con notevoli risorse da valorizzare rischia di morire assurdamente per l’insufficiente impegno degli organismi preposti, parassitata per di più dai gruppi clientelari-mafiosi, mentre un immediato intervento costruttivo potrebbe essere ancora in tempo ad assicurare la realizzazione di una nuova città-territorio in cui la gente possa vivere sviluppandosi e contribuendo allo sviluppo di tutto il Paese. Nessuna casa, neppure una sola casa lo Stato italiano è stato capace di costruire in più di due anni.
I progetti della diga sul Belice, fonte essenziale di nuovo lavoro per la zona, sono praticamente fermi. Poiché la voce di chi più soffre non è riuscita, malgrado ripetuti tentativi dalle più diverse parti, a farsi sentire. È nostro profondo dovere morale cercare di garantirne l’ascolto, e una radio ora la sta diffondendo in tutto il mondo. Assumendo la responsabilità dell’iniziativa, specifico: ogni cura abbiamo preso affinché sul piano tecnico radiofonico questa trasmissione non sia di nocumento in alcun modo ad alcuno. Impedire in qualsiasi modo l’ascolto della voce dei più sofferenti sarebbe un delitto, una crudeltà senza senso che avrebbe la riprovazione di tutto il mondo civile. Il tentare di impedire in alcun modo la diffusone di questa voce, cercando di penetrare nell’edificio del Centro Studi e Iniziative, dove avviene la trasmissione, prima delle ore 22:00 del 27 marzo, può mettere in grave pericolo anche la vita di Franco Alasia e Pino Lombardo che si sono generosamente barricati all’interno per garantirsi la possibilità di continuare fino al momento prefissato.
Mi auguro che gli organi dello Stato italiano abbiano, di fronte a tutto il mondo, la capacità di intendere il senso dell’iniziativa e di rispondervi nell’unico modo civile possibile: avviando immediatamente, con alto senso di responsabilità, la ricostruzione.
Danilo Dolci
chiavi d’accesso
persone: Rumor Damiano, Saragat Giuseppe, Lombardo Giuseppe, Alasia Franco, Dolci Danilo, Franco Restivo
luoghi: Sicilia
soggetti/argomenti: Centro Studi e Iniziative, diga del Belice, terremoto, mafia, emergenza sociale, emergenza idrica
descrizione fisica
05 Voci I
10.541.076
00:05:13
audio sonoro
tecnica suono stereo
abstract
Testimonianze di persone comuni sui disagi della vita quotidiana dopo il terremoto del 1968 nella Valle del Belice
chiavi d’accesso
persone: Lombardo Giuseppe, Alasia Franco, Dolci Danilo
luoghi: Salaparuta, Santa Ninfa, Sicilia
soggetti/argomenti: lavoro, scuola, parto, emergenza lavorativa, emergenza educativa, emergenza igienico-sanitaria
descrizione fisica
06 Voci II
8.215.184
00:04:02
audio sonoro
tecnica suono stereo
abstract
Testimonianze di persone comuni sui disagi della vita quotidiana dopo il terremoto del 1968 nella Valle del Belice
chiavi d’accesso
persone: Lombardo Giuseppe, Alasia Franco, Dolci Danilo
luoghi: Santa Ninfa, Sicilia
soggetti/argomenti: emergenza abitativa
descrizione fisica
10.859.378
00:05:20
audio sonoro
tecnica suono stereo
abstract
Testimonianze di persone comuni sui disagi della vita quotidiana dopo il terremoto del 1968 nella Valle del Belice
chiavi d’accesso
persone: Alasia Franco, Dolci Danilo, Lombardo Giuseppe
luoghi: Castellammare del Golfo, Sicilia
soggetti/argomenti: cooperativismo, clientelismo, mafia, emergenza idrica
descrizione fisica
07 Voci IV
9.210.929
00:04:34
audio sonoro
tecnica suono stereo
abstract
Testimonianze di persone comuni sui disagi della vita quotidiana dopo il terremoto del 1968 nella Valle del Belice
chiavi d’accesso
persone: Alasia Franco, Dolci Danilo, Lombardo Giuseppe
luoghi: Castellammare del Golfo, Sicilia
soggetti/argomenti: cooperativismo, clientelismo, mafia, emergenza idrica
descrizione fisica
09 Voci V
5.534.629
00:02:44
audio sonoro
tecnica suono stereo
abstract
Testimonianze di persone comuni sui disagi della vita quotidiana dopo il terremoto del 1968 nella Valle del Belice
chiavi d’accesso
persone: Alasia Franco, Dolci Danilo, Lombardo Giuseppe
luoghi: Castellammare del Golfo, Sicilia
soggetti/argomenti: danni al settore agricolo e vitivinicolo
descrizione fisica
10 Poesie da Il limone lunare
8.256.180
00:04:05
audio sonoro
tecnica suono stereo
abstract
Poesie scritte e lette da Danilo Dolci per la radio, successivamente raccolte e pubblicate con il titolo “Limone Lunare”. La stessa raccolta ha avuto più edizioni e diverse selezioni a cura dello stesso Dolci.
chiavi d’accesso
persone: Alasia Franco, Dolci Danilo, Lombardo Giuseppe
luoghi: Castellammare del Golfo, Sicilia
soggetti/argomenti: poesia
descrizione fisica
11 Messaggi di solidarietà Johan Galtun
3.847.673
00:01:53
audio sonoro
abstract
Messaggio di solidarietà alle iniziative del Centro Studi da parte di Johan Galtung, letto da Danilo Dolci.
chiavi d’accesso
persone: Alasia Franco, Dolci Danilo, Lombardo Giuseppe
luoghi: Castellammare del Golfo, Sicilia
descrizione fisica
00:01:15
audio sonoro
abstract
Messaggio di solidarietà alle iniziative del Centro Studi da parte di Ernesto Treccani, letto da Danilo Dolci.
trascrizione
Ognuno deve fare la sua parte, ma nessuno può fare da solo. Molti di noi, che non siamo terremotati e contadini, non ci sentiamo estranei venuti a testimoniare. Io cerco di dare il meglio di me stesso con i colori non una volta tanto, ogni giorno. Anche per questo, per lavorare, a mio modo, vicino a quelli che riconosco fratelli. Molti anni fa, dopo la liberazione del nostro paese dai tedeschi e dai fascisti, la radio si era posta come programma – sono parole di allora – di “far sentire che la radio non e più quella dell’autorità a che pretende di imporsi con la propaganda, ma quella del popolo che propone”. Noi siamo fedeli a questo assunto. E straordinariamente importante che la gente abbia fiducia nella propria forza, piena consapevolezza del fatto che insieme si può cambiare il mondo. La pressione nonviolenta che esercitiamo, anche con questa trasmissione, può essere decisiva per la sopravvivenza e lo sviluppo della zona terremotata.
chiavi d’accesso
persone: Alasia Franco, Dolci Danilo, Lombardo Giuseppe
luoghi: Castellammare del Golfo, Sicilia

