Ottavio Navarra 888 598 Archivio Limone Lunare

Ottavio Navarra

responsabilità principali
Rosolino Gallina (intervistatore)
Daria Castellese (intervistatrice)
Sara Manali (docente)

Info edizione
lingua: italiana
nazionalità: italiana

data e luogo di produzione
data di produzione: 19 aprile 2023

descrizione fisica del materiale
copia di catalogazione Intervista a Ottavio Navarra
Mp3
98,6 MB
00:43:06
sonoro
tecnica stereo

abstract
Ottavio Navarra, all’epoca studente fuorisede di Giurisprudenza, ricorda il movimento universitario della Pantera intrecciando il racconto con significativi riferimenti al contesto storico. Si trattò di un movimento pacifico, segnato da ribellione e solidarietà, legato alla rivendicazione del diritto allo studio. Il movimento degli studenti dell’89 fu plurale e composito, spesso accostato a quello dei giovani del ’68 e del ’77, e vide i suoi protagonisti impegnati a vivere e organizzare la quotidianità all’interno dell’università, tra assemblee autogestite e il confronto con una stampa che spesso adottava nei loro confronti un tono paternalistico. Come ogni movimento, anche quello della Pantera fu destinato a dissolversi, «come palline su uno zampillo d’acqua», per riprendere un’espressione di Ralf Gustav Dahrendorf. Eppure, una traccia ne rimane nel tempo, anche attraverso la scrittura, lo testimoniano il romanzo Inseguendo la Pantera di Peppe Bettoliere e Cento giorni. Cronache del movimento studentesco della Pantera ’90 di Massimiliano Denaro.

Segmenti

descrizione fisica
inizio 00:00:01
fine 00:12:23

abstract
Ottavio Navarra ricorda come il movimento della Pantera sia stato il primo – e finora unico – movimento studentesco nato a Palermo diffusosi poi su scala nazionale. Il contesto era segnato da forti tensioni, sia a livello nazionale che internazionale: i fatti di Piazza Tienanmen e la rivolta dell’Intifada ne rappresentano due esempi emblematici. Si trattava di un periodo attraversato da un profondo fermento giovanile, animato dalla volontà di opporsi a ogni forma di autoritarismo. Al Sud, le rivendicazioni si concentrarono sulla lotta contro il nepotismo e il baronato universitario, sull’esigenza di servizi concreti per gli studenti e sul riconoscimento di diritti sistematicamente negati. Per gli studenti fuori sede i disagi erano ancora più accentuati, ma proprio per questo l’esperienza della Pantera rappresentò un momento di intensa formazione politica e di crescita collettiva.

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soggetto/argomento: crescita collettiva, baronato, Attimo fuggente (film), Tienanmen, protesta, intifada, diritto allo studio, dibattito, occupazione, diritti negati, autoritarismo

descrizione fisica
inizio 00:12:24
fine 00:18:49

abstract
L’intervistato ricorda come la presidenza delle assemblee fosse spesso affidata a studentesse della facoltà di Giurisprudenza, molte delle quali non avevano precedenti esperienze di militanza politica. Fu convocata una grande assemblea per decidere, tramite voto, se proseguire con l’occupazione dell’università, una pratica fortemente osteggiata dalle componenti della destra studentesca. All’interno del movimento si potevano delineare due schieramenti ben distinti: da un lato, chi intendeva portare avanti una battaglia per trasformare radicalmente l’università; dall’altro, chi auspicava la ripresa delle attività didattiche e sosteneva la posizione dei docenti universitari.

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soggetto/argomento: comunicazione, occupazione Cattolici popolari (partito politico), assemblea, collettivo studentesco, didattica, docenza, diritti

descrizione fisica
inizio 00:18:50
fine 00:28:48

abstract
Ottavio Navarra sostiene che gli atenei italiani fossero tutti in comunicazione e in relazione tra loro grazie all’uso del fax, allora lo strumento principale per la circolazione delle informazioni. Durante i giorni dell’occupazione non si verificarono episodi di tensione, a differenza di quanto accaduto nei movimenti studenteschi del ’68 e del ’77, nei quali l’alto livello di conflittualità aveva generato anche momenti di violenza. Pur condividendo numerosi elementi con quelle precedenti esperienze, il movimento della Pantera si distinse per l’assenza di un’impostazione ideologica legata ai percorsi già tracciati dai partiti politici. Fu un movimento autonomo, che non si riconosceva in appartenenze precostituite.

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soggetto/argomento: protesta non violenta, occupazione, striscioni, partecipazione collettiva, globalizzazione, precarietà, terrorismo, movimento del ’77, movimento del ’68, popolo del fax
persona: Amodeo, Barbara (studentessa)
nomi di luogo: Firenze, Napoli, Genova, Milano (università degli studi)

descrizione fisica
inizio 00:28:49
fine 00:32:46

abstract
L’intervistato ribadisce come la stampa sentisse l’esigenza di raccontare il movimento, mentre tra gli studenti prevaleva il timore che questo interesse potesse tradursi in una forma di strumentalizzazione. Diverse testate giornalistiche si occuparono della Pantera, ma fu solo il quotidiano L’Ora ad affidare direttamente agli studenti la redazione quotidiana di alcune pagine, permettendo loro di raccontare l’esperienza dal punto di vista interno e a partire dai luoghi stessi in cui il movimento era nato.

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soggetto/argomento: strumentalizzazione, mezzi di comunicazione, L’Espresso (settimanale), L’Ora (quotidiano), movimenti giovanili

descrizione fisica
inizio 00:32:47
fine 00:35:39

abstract
Ottavio Navarra racconta come Il Libro Bianco – un documento redatto da studenti provenienti da diverse facoltà per indagare sulla gestione dell’Ateneo palermitano e sulla normativa universitaria – si trasformò in un importante strumento di denuncia, tanto da costituire in seguito la base per un’indagine giudiziaria. Tuttavia, il documento non ricevette sostegno in sede parlamentare, poiché il rapporto tra il movimento della Pantera e il mondo politico istituzionale fu sempre segnato da forti tensioni e diffidenza reciproca.

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soggetto/argomento: denuncia, autonomia, esperienza, Partito comunista italiano, parlamento, movimento universitario

descrizione fisica
inizio 00:35:40
fine 00:43:06

abstract
Ottavio Navarra ricorda come il Movimento adottò l’immagine della pantera – creata da un gruppo di pubblicitari romani – eleggendola a simbolo della protesta, poiché incarnava perfettamente l’idea di indomabilità, inafferrabilità e volontà di sfida nei confronti delle istituzioni. Dopo oltre cento giorni consecutivi di occupazione, il movimento iniziò progressivamente a spegnersi; tuttavia, quell’esperienza anche dopo la sua conclusione, riverberò in forme diverse, trovando ad esempio continuità nelle aule autogestite dagli studenti di tutte le facoltà. Ancora oggi, sebbene una parte di quell’energia collettiva si sia dispersa, un’altra parte continua a vivere nei percorsi di alcune compagne e compagni che ne furono protagonisti.

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soggetto/argomento: ricerca, Inseguendo la pantera (libro), Cento giorni. Cronache del movimento studentesco della Pantera ‘90 (libro), associazionismo, dibattito, brand, autogestione
persona: Denaro, Massimiliano (scrittore), Bettoliere, Peppe (scrittore), Dahrendorf, Ralf Gustav (sociologo)