Imad Barri 888 608 Archivio Limone Lunare

Imad Barri

responsabilità principali
Jasmine Barri (intervistatrice)

Info edizione
lingua: italiana
nazionalità: italiana

data e luogo di produzione
data di produzione: 05 febbraio 2025

descrizione fisica del materiale
copia di catalogazione Imad Barri
Mp3
30,06 MB
00:22:15
sonoro
tecnica stereo

abstract
Imad Barri, ex studente palestinese di Architettura all’Università di Palermo, racconta la propria esperienza di partecipazione al movimento studentesco, segnato da una forte coesione e da un’organizzazione condivisa. Nel 1989, durante l’occupazione delle facoltà contro la Legge Ruberti, il gruppo palestinese si unì alla protesta, promuovendo parallelamente il diritto all’istruzione e la causa palestinese. La comunità palestinese locale, rappresentata dall’Unione degli Studenti Palestinesi, collaborava attivamente e partecipava alle assemblee. Barri ricorda che le comunicazioni avvenivano per fax e che molte iniziative erano autofinanziate, grazie a contributi raccolti tra la gente – ad esempio nei mercati di Palermo – oppure organizzando cene all’interno delle facoltà. Si sofferma anche sulle attività culturali cui presero parte, come una mostra che tentava di ricreare un ambiente desertico, o la realizzazione di murales con simboli e messaggi tratti dalla cultura palestinese.

Segmenti

descrizione fisica
inizio 00.00.01
fine 00.04.38

abstract
Barri ricorda che nel dicembre 1989, mentre studiava Architettura a Palermo, ebbe inizio l’occupazione della Facoltà di Lettere, che si estese rapidamente ad altre facoltà e università in tutta Italia. La protesta era rivolta contro la Legge Ruberti, che introduceva l’autofinanziamento degli atenei attraverso accordi con soggetti privati. Il gruppo di studenti palestinesi aderì fin da subito all’occupazione, sostenendo il diritto all’istruzione e cogliendo l’occasione per condividere, all’interno del movimento, anche la lotta per la causa palestinese.

chiavi d’accesso:
soggetto/argomento: lotta, intifada, diritti, autofinanziamento, Riforma Ruberti, privatizzazione

descrizione fisica
inizio: 00.04.39
fine: 00.09.55

abstract
L’intervistato racconta che la comunità palestinese a Palermo era rappresentata dall’Unione degli Studenti Palestinesi, che partecipava attivamente ai dibattiti nelle assemblee universitarie e collaborava all’organizzazione delle iniziative. Le assemblee si svolgevano con interventi regolati dalle alzate di mano e moderati da rappresentanti incaricati di gestire il confronto. La comunicazione tra le diverse facoltà avveniva principalmente via fax, strumento essenziale per lo scambio rapido di idee, aggiornamenti e per il coordinamento sia locale che nazionale. Il movimento era ben strutturato internamente e si autofinanziava attraverso raccolte fondi nei mercati cittadini e l’organizzazione di cene etniche. Il gruppo palestinese occupò l’aula 4, che venne decorata con un murales e successivamente allestita per ospitare una mostra.

chiavi d’accesso:
enti/istituzioni: Unione degli Studenti Palestinesi
soggetto/argomento: assemblee, dibattito, fax, autofinanziamento

descrizione fisica
inizio: 00.09.57
fine: 00.14.30

abstract
Barri ricostruisce l’allestimento di una mostra presso la Facoltà di Architettura. Per l’occasione era stato realizzato un murales da Mohsen, raffigurante una folla multietnica unita nella protesta contro le ingiustizie. L’esposizione comprendeva quadri, sculture e un’ambientazione che ricreava simbolicamente la terra palestinese, con sabbia e tende. Fu inoltre organizzata una mensa palestinese e una cena inaugurale con piatti tradizionali, resa possibile grazie ai fondi raccolti attraverso attività di autofinanziamento.

chiavi d’accesso:
persone: Mohsen (artista)
soggetto/argomento: diritti, protesta, mostra, murales, cene sociali, autofinanziamento

descrizione fisica
inizio: 00.14.31
fine: 00.16.20

abstract
L’intervistato sostiene che nel 1989, in coincidenza con l’inizio della Prima Intifada, la città di Palermo e il sindaco Leoluca Orlando mostrarono un forte sostegno alla causa palestinese, espresso attraverso manifestazioni di piazza, slogan e iniziative pubbliche. Gli studenti italiani si dimostrarono solidali con i loro coetanei palestinesi, al punto da intitolare un’aula della Facoltà di Ingegneria alla loro memoria e alla loro lotta, rinominandola “Aula Intifada Tienanmen”. Al tempo stesso, gli studenti palestinesi partecipavano attivamente al movimento, condividendone le rivendicazioni e sostenendone le istanze.

chiavi d’accesso:
persone: Orlando, Leoluca (sindaco di Palermo), Nemer Hammad (Ambasciatore palestinese)
soggetto/argomento: istanze, Intifada, diritti, lotta

descrizione fisica
inizio: 00.16.22
fine: 00.22.15

abstract
Dopo aver ascoltato l’intervista di un membro del movimento della Pantera, Barri sottolinea come la partecipazione al Movimento, espressa anche attraverso attività culturali e ludiche, abbia generato un coinvolgimento collettivo in cui ogni studente contribuiva attivamente. Recita infine la poesia da lui composta per il murales realizzato presso la Facoltà di Architettura: “Il diritto umano del popolo palestinese è stato frantumato fino a divenirne polvere, poi in un deserto pieno di spine è stato sparso, a questo punto hanno chiesto al palestinese scalzo in una giornata di vento di andare a raccoglierlo, il palestinese con molta umiltà è andato, perché lui ama la libertà.” La collaborazione tra studenti di origini diverse rese possibile un processo di costruzione condivisa del significato, rafforzando il senso di comunità e l’impegno civico all’interno del movimento.

chiavi d’accesso:
soggetto/argomento: Intifada. protesta, impegno politico, collettività, identità, diritti umani