Gilda Terranova
responsabilità principali
Maria Grazia Ciaccio (intervistatrice)
Maria Costanzo (intervistatrice)
Sara Manali (docente)
Info edizione
lingua: italiana
nazionalità: italiana
data e luogo di produzione
data di produzione: 31 maggio 2022
descrizione fisica del materiale
copia di catalogazione Intervista a Gilda Terranova
Mp3
16.6 MB
00:48:16
sonoro
tecnica stereo
abstract
Gilda Terranova, rispondendo alla richiesta di ripercorrere le fasi iniziali del movimento, affronta i motivi della contestazione. Fra i temi emersi il ruolo del Libro Bianco, documento di denuncia della condizione dell’ateneo e della sua gestione; gli strumenti di comunicazione e i meccanismi di autofinanziamento; la berlusconizzazione della società; la vita quotidiana in facoltà tra autogestione degli spazi e rapporti coi docenti.
Segmenti
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inizio 00:00:01
fine 00:09:41
abstract
Gilda Terranova chiarisce la sua posizione all’interno del movimento e illustra le motivazioni che la spinsero ad aderire alla protesta. In primo luogo, la sua opposizione alla riforma Ruberti, considerata lesiva del diritto allo studio; in secondo luogo, i fenomeni di assenteismo e malcostume diffuso tra alcuni docenti; infine, la mancanza di spazi reali di aggregazione per gli studenti. Un ruolo decisivo nella sua scelta di partecipare fu inoltre svolto dalla frequentazione dei seminari organizzati durante l’occupazione. L’intervistata sottolinea, inoltre, come in molte facoltà fossero già attivi gruppi politici, tra cui Democrazia Proletaria e il Centro Sociale Montevergini, che confluirono nella protesta, contribuendo ad animare e rafforzare la mobilitazione.
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soggetto/argomento: socializzazione, Democrazia proletaria (partito politico), legge Ruberti, didattica, spazi liberi, protesta, occupazione, seminari
enti: Università degli Studi di Palermo
persona: Ruberti, Antonio (ministro), Laspia, Patrizia (docente)
nomi di luogo: Palermo (Università degli Studi), Centro sociale Montevergini
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inizio 00:09:42
fine 00:14:13
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L’intervistata definisce la protesta come un’esperienza “trasversale” sotto diversi punti di vista. Generazionale, perché vi presero parte non solo studenti, ma anche docenti e ricercatori; interdisciplinare, perché coinvolse studenti provenienti da tutte le facoltà. Su iniziativa degli studenti fu istituita la Commissione del Libro Bianco, concepita come strumento di denuncia delle condizioni della didattica, dell’inadeguatezza dei servizi agli studenti, nonché delle carenze strutturali di laboratori e biblioteche.
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soggetto/argomento: denuncia, murales, confronto, studenti fuorisede, Legambiente (associazione), Libro Bianco, trasversalità, carenze di servizi
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inizio 00:14:14
fine 00:18:05
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Nel giro di poco tempo, la protesta assunse una dimensione nazionale, anche grazie alla capacità del movimento di coinvolgere non solo i militanti politici, ma una platea più ampia di studenti. L’occupazione degli spazi universitari favoriva lo scambio di idee, proposte, opinioni e documenti tra le diverse facoltà italiane, reso possibile attraverso l’uso del fax, allora principale strumento di comunicazione. Il movimento si sosteneva anche grazie alla sperimentazione di pratiche di autofinanziamento, che ne garantivano l’autonomia e la continuità.
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soggetto/argomento: autofinanziamento, movimento nazionale, autofinanziamento, fax, occupazione, protesta
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inizio 00:18:06
fine 00:22:00
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Gilda Terranova sottolinea come il movimento avesse una forte connotazione politica. Il suo obiettivo primario era l’opposizione a un modello di formazione sempre più orientato al profitto, che sacrificava la qualità dell’apprendimento in favore dell’efficienza e della rapidità. In particolare, si contestava la tendenza a ridurre la durata dei corsi di laurea, uniformandoli a standard europei percepiti come estranei ai bisogni reali della formazione universitaria italiana.
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soggetto/argomento: didattica, privatizzazione, formazione universitaria, La Pantera. Il primo movimento contro l’università neoliberale (libro)
persona: Maltese, Pietro (scrittore)
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inizio 00:22:01
fine 00:26:20
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Gilda Terranova evidenzia come il tessuto culturale italiano, in quegli anni, risentisse dell’espansione del potere mediatico di Silvio Berlusconi, che andava estendendosi non solo al settore televisivo, ma anche alla stampa e agli altri mezzi di comunicazione, contribuendo alla costruzione di un vero e proprio monopolio dell’informazione. Con la sua successiva ascesa politica, Berlusconi introdusse una serie di leggi ad personam, finalizzate specificamente a tutelare interessi personali o, al contrario, a colpire settori sociali e gruppi non allineati. Durante i mesi della protesta studentesca, diversi giornalisti documentarono gli eventi attraverso la rivista Avvenimenti, offrendo un importante contributo alla narrazione dal basso del movimento.
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soggetto/argomento: Avvenimenti (rivista), degrado morale, televisione, leggi ad personam, editoria, L’Ora (quotidiano)
ente: Einaudi (editore)
persona: Cascio, Rino (giornalista), De Simone, Titti (giornalista), Petrucci, Paolo (giornalista), Orioles, Riccardo (direttore), Berlusconi, Silvio (imprenditore e politico)
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inizio 00:26:21
fine 00:30:00
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Secondo l’intervistata, l’uscita di alcuni film simbolici di trasformazione, come L’attimo fuggente, non ebbe un’influenza diretta sulle giornate della protesta palermitana. Al contrario, le immagini delle manifestazioni represse in Piazza Tiananmen esercitarono un impatto emotivo profondo e sconvolgente. Il movimento della Pantera mostrava una forte attenzione alle dinamiche politiche locali, ma al tempo stesso guardava con preoccupazione anche agli scenari internazionali, come il conflitto israelo-palestinese. L’intervistata conclude osservando che Palermo, con la sua storia di mobilitazione e resistenza, potrebbe tornare a essere un centro di protesta qualora il quadro politico nazionale dovesse ulteriormente deteriorarsi.
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soggetto/argomento: conflitti internazionale, Attimo fuggente (film), questione palestinese, Tienanmen, simboli, intifada
persona: Whitman, Walt (scrittore)
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inizio 00:30:01
fine 00:33:11
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Gilda Terranova racconta che la Sicilia fu sempre una fucina musicale, specie la parte orientale. A Palermo esistevano diversi luoghi di produzione musicale e di ritrovo per i giovani musicisti e per gli appassionati di musica.
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soggetto/argomento: DK Asburgo Punk (band musicale), Dasvidania (band musicale), Guccini, Francesco (cantante), Rolling Stone (band musicale), Lou Reed (cantante ), The Doors (band musicale), The Cure (band musicale), Battiato, Franco (cantante), Madonia, Luca (cantante), Venuti, Mario (cantante), Kunsertu (band musicale), musica punk, The Smith (band musicale), musica folk, musica italiana, De Gregori, Francesco (cantante)
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inizio 00:33:12
fine 00:40:39
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L’intervistata ricorda che, tra i mezzi di comunicazione più utilizzati dagli studenti all’interno dell’ateneo, oltre al fax, vi erano i dazebao – grandi manifesti scritti a mano e affissi nei luoghi di passaggio – il megafono, le lavagne e, soprattutto, l’organizzazione di assemblee pubbliche. La comunicazione e il coordinamento si fondavano su una struttura interna agile, sostenuta da una rete informale di relazioni amicali che rispecchiava le esigenze concrete della comunità studentesca. A questa si affiancava una pratica quotidiana di autogestione di alcuni spazi universitari, che contribuiva a rafforzare il senso di appartenenza e partecipazione.
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soggetto/argomento: volantinaggio, dazebao, autogestione, assemblee, fax, assemblee, Cattolici Popolari (partito politico)
persona: Cozzo, Andrea (ricercatore), Buttitta, Antonio (Preside dell’università), Miceli, Silvana (docente)
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inizio 00:40:37
fine 00:48:16
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Gilda Terranova sottolinea come, a suo avviso, i giovani di oggi tendano a non riunirsi, a non prendere decisioni collettive e a mostrare scarso interesse per la politica, rifugiandosi spesso in forme di isolamento. Una delle cause di questo disimpegno risiede, secondo l’intervistata, anche nella mancanza di un’informazione seria e approfondita, come quella un tempo garantita dal giornale L’Ora o da riviste specializzate in ambito politico e letterario. Oggi si avverte l’assenza di una cultura dell’associazionismo e della lotta collettiva, che invece aveva caratterizzato fortemente il movimento femminista degli anni Settanta e che aveva dato impulso a una genealogia di mobilitazioni, tra cui il movimento Antimafia, le Donne del digiuno e il Comitato dei lenzuoli.
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soggetto/argomento: Papir (rivista), Linea d’ombra (rivista), L’internazionale (rivista), Segno (rivista), Mezzocielo (rivista), movimento antimafia, comitato dei lenzuoli,, donne del digiuno, pensiero critico, L’Ora (quotidiano), associazionismo, femminismo
persona: Battaglia. Letizia (fotografa e fondatrice della rivista Papir), Stancanelli, Bianca (giornalista), Mirto, Claudia (giornalista), Pomar, Anna (giornalista), Fasullo, Nino (direttore della rivista Segno)

