Fondo Letizia colajanni

Paola Calì 731 1024 Archivio Limone Lunare

Paola Calì

responsabilità principali
Marcella Geraci (autrice)
Paola Calì (autrice)

Info edizione
lingua: italiana
nazionalità: italiana

data e luogo di produzione
data di produzione: 28 febbraio 2017
luogo di produzione: Caltanissetta

descrizione fisica del materiale
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Intervista a Lina Calì_versione Limone lunare
alta risoluzione
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639.131.376
completo
00:30:46
sonoro
tecnica mono

abstract
Paola Calì racconta della sua iscrizione al Pci, del suo impegno politico nella Cgil fin da adolescente e nell’Auser. Ricorda l’adesione all’Udi e l’impegno di Letizia Colajanni in tutte le battaglie – soprattutto locali – a fianco di minatori, braccianti, lavoratrici a domicilio e ripercorre alcuni episodi di vita, di impegno e lotta della stessa Letizia concludendo con la sua attività nell’Auser. Parla infine del lascito di Letizia alle nuove generazioni, riflettendo soprattutto sulle questioni dell’aborto, dell’eutanasia e dell’appartenenza politica.

Segmenti

descrizione fisica
inizio: 00:00:00
fine: 00:04:45

abstract
Paola Calì racconta della sua adesione al Pci e alla Fgci, che avvenne nel 1958, quando aveva appena 16 anni, e di come l’adesione al Partito avvenisse generalmente per cooptazione, a seguito, cioè, della presentazione da parte di iscritti e militanti di “provata fedeltà”. Racconta quindi di non aver mai ricoperto incarichi di rilievo nel Partito ma di essere sempre stata attiva all’interno del sindacato. Fu, infatti, per lungo tempo, direttrice del patronato Inca, incarico che detenne dagli anni Settanta fino al suo pensionamento nel 1992. Paola Calì cita brevemente i suoi attuali impegni come segretaria dello Spi e componente del direttivo Cgil, come direttrice del circolo Auser e membro del comitato Inps di Caltanissetta.

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enti/istituzioni: Sindacato Pensionati Italiani – Cgil; Fgci. Federazione giovanile comunisti italiani; Associazione per l’autogestione dei servizi e la solidarietà – Auser; Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta
luoghi: Caltanissetta
soggetti/argomenti: adesione al Partito comunista italiano, Fgci e sindacato

descrizione fisica
inizio: 00:04:46
fine: 00:10:17

abstract
Paola Calì racconta di aver conosciuto Letizia Colajanni partecipando alle attività del Partito e seguendo le iniziative del Circolo Udi. Ricorda i corsi di cucito e ricamo per le donne adulte organizzati dall’Udi e racconta di come le giovani, nel doposcuola, usassero spesso recarsi nei locali della Federazione del Pci. Riferisce inoltre di come, a dispetto di tanti in città, la sua famiglia, di stampo socialista, apprezzasse molto l’iniziativa delle militanti dell’Udi. Viene quindi rievocato l’impegno attivo e costante di Letizia Colajanni in molte battaglie locali portate avanti dal Partito e soprattutto il suo ruolo nell’organizzare le lotte delle donne (lotte delle mogli dei minatori e dei braccianti, mobilitazioni delle lavoranti a domicilio del comune di Santa Caterina Villarmosa).

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enti/istituzioni: Auser – Cgil; Federazione giovanile comunista italiana. Comitato provinciale, Caltanissetta; Unione donne italiane. Circolo di Caltanissetta
persone: Colajanni, Letizia Novella; Fruscione, Margherita
luoghi: Caltanissetta
soggetti/argomenti: attività dell’Udi di Caltanissetta

descrizione fisica
inizio: 00:10:18
fine: 00:11:30

abstract
Paola Calì riferisce le critiche di Letizia nei confronti del femminismo della seconda ondata, di come ella ritenesse rigide e intransigenti le posizioni di molte femministe soprattutto rispetto alla possibilità di condurre le loro battaglie insieme agli uomini. Si tratta di una posizione allora condivisa dalla stessa intervistata la quale però non ricorda se vi fu, all’interno del Partito, uno scontro generazionale con le compagne più giovani, molte delle quali si erano avvicinate al femminismo.

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persone: Colajanni, Letizia Novella;
luoghi: Caltanissetta;
soggetti/argomenti: femminismo e rapporto con le nuove generazioni;

descrizione fisica
inizio: 00:11:31
fine: 00:26:20

abstract
Paola Calì definisce Letizia una moderata che si distinse all’interno del Partito per la sua generosità e rievoca una Letizia coerente e sempre in linea con la disciplina di Partito, anche a seguito della scissione del Pci e della nascita di Rifondazione comunista nel 1991. Racconta di una Letizia generosa e impegnatissima a organizzare recite per i più piccoli del “Pioniere” (Fgci) nei locali della Lega dei minatori. A suo parere Letizia fu tutto sommato valorizzata dal Partito, nonostante avesse sempre manifestato il suo disinteresse per posizioni e incarichi di prestigio. Paola Calì accenna alle attività e alle iniziative promosse da Letizia all’interno dell’Auser di Caltanissetta, associazione che ella stessa contribuì a fondare nei primi anni Ottanta e si sofferma quindi sull’ingresso in politica delle donne nel secondo dopoguerra riferendo di come spesso le donne che militavano fossero criticate e discriminate nonostante gli enormi sacrifici ai quali si sottoponevano.

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enti/istituzioni: Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta
persone: Colajanni, Letizia Novella; Gallo, Giuseppe
luoghi: Caltanissetta
soggetti/argomenti: la coerenza di Letizia Colajanni nell’attività politica

descrizione fisica
inizio: 00:26:21
fine: 00:30:46

abstract
Paola Calì fa riferimento all’apertura di Letizia, che, nonostante la sua fede cattolica, partecipò attivamente alle lotte per l’approvazione della legge 194/1978 sull’interruzione volontaria di gravidanza. Si dilunga quindi sul confronto avvenuto con i cattolici sul tema dell’aborto, rievocando anche un caso di aborto autopraticato a Caltanissetta. Paola Calì afferma che l’apertura di Letizia, ad oggi, l’avrebbe portata a comprendere le posizioni a favore dell’eutanasia e del suicidio assistito. In conclusione Paola Calì rievoca l’immagine di Letizia e del suo sacchetto, la busta che era solita portare sempre con sé e dove conservava la sua spesa, libri, carte, documenti.

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persone: Colajanni, Letizia Novella; Antoniani, Fabiano; Vendola, Nichi; Colajanni, Pompeo (junior); Militello di Castagna, Sofia;
luoghi: Caltanissetta;
soggetti/argomenti: religione; eutanasia; maternità; aborto; ricordo di Letizia;

Enrichetta Angela Casanova Infuso 362 600 Archivio Limone Lunare

Enrichetta Angela Casanova Infuso

responsabilità principali
Marcella Geraci (autrice)
Enrichetta Angela Casanova (autrice)

Info edizione
lingua: italiana
nazionalità: italiana

data e luogo di produzione
data di produzione: 12 maggio 2017
luogo di produzione: Caltanissetta

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Enrichetta Angela Casanova_versione Limone lunare
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322.082.800
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00:18:38
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Enrichetta Angela Casanova Infuso racconta della sua iscrizione al Partito comunista e ripercorre episodi e battaglie politiche condivise con Letizia Colajanni: riferisce del tesseramento di Letizia al Partito comunista, della sua adesione all’Udi, dell’occupazione delle terre incolte per la redistribuzione ai contadini nei territori di Resuttano, Delia e Caltanissetta, delle manifestazioni accanto ai minatori; ricorda anche la scomunica che entrambe subirono alla fine degli anni Quaranta da parte della Chiesa cattolica in quanto iscritte al Partito comunista. Rievoca inoltre alcuni episodi condivisi di vita privata, ricordando Letizia nella veste di testimone alle sue nozze, e si sofferma sull’eredità che ha lasciato alle nuove generazioni.

Segmenti

descrizione fisica
inizio: 00:00:00
fine: 00:03:50

abstract
Enrichetta rievoca il suo tesseramento al Pci, avvenuto all’età di sedici anni, le ragioni della sua adesione al Partito – dettate, oltre che dalle sollecitazioni del marito, già militante, dalla constatazione delle diseguaglianze sociali e dei problemi concreti vissuti all’indomani della seconda guerra mondiale – e riferisce della percezione della comunità di Caltanissetta nei confronti del Pci e delle donne che vi militavano.

 

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enti/istituzioni: Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta; Associazione Pionieri d’Italia;
luoghi: Caltanissetta;
soggetti/argomenti: iscrizione al Pci;

descrizione fisica
inizio: 00:03:51
fine: 00:16:00

abstract
Enrichetta racconta dell’iscrizione di Letizia Colajanni al Pci e all’Udi, riferendo le principali attività che si svolgevano. Rievoca inoltre alcune delle principali battaglie politiche condivise a sostegno dei lavoratori, annoverando tra esse l’occupazione delle terre incolte a sostegno dei contadini, attuata soprattutto nei comuni di Caltanissetta, Delia e Resuttano, sottolineando il coraggio di Letizia nel sostenere le rivendicazioni delle classi sociali più svantaggiate nonostante la sua diversa estrazione.

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enti/istituzioni: Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta; Unione Donne Italiane. Comitato provinciale, Caltanissetta
persone: Colajanni, Letizia Novella; Colajanni, Pompeo (junior)
luoghi: Caltanissetta; Delia; Resuttano
soggetti/argomenti: attività presso l’Udi; lotte dei lavoratori; occupazione delle terre incolte

descrizione fisica
inizio: 00:16:01
fine: 00:16:56

abstract
Enrichetta rievoca la scomunica che la Congregazione del Sant’Uffizio inflisse nel 1949 agli iscritti al Pci e ai suoi sostenitori. Sia lei che Letizia, entrambe di fede cattolica, ne furono colpite con conseguente impossibilità di ricevere i sacramenti.

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enti/istituzioni: Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta; Unione Donne Italiane. Comitato provinciale, Caltanissetta
persone: Colajanni, Letizia Novella; Colajanni, Pompeo (junior)
luoghi: Caltanissetta; Delia; Resuttano
soggetti/argomenti: attività presso l’Udi; lotte dei lavoratori; occupazione delle terre incolte

descrizione fisica
inizio: 00:16:01
fine: 00:16:56

abstract
Enrichetta rievoca la scomunica che la Congregazione del Sant’Uffizio inflisse nel 1949 agli iscritti al Pci e ai suoi sostenitori. Sia lei che Letizia, entrambe di fede cattolica, ne furono colpite con conseguente impossibilità di ricevere i sacramenti.

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persone: Colajanni, Letizia Novella; La Greca, Domenico; Padre Pilato
luoghi: Caltanissetta
soggetti/argomenti: scomunica ai comunisti

descrizione fisica
inizio: 00:16:57
fine: 00:18:38

abstract
Enrichetta individua i valori della libertà e della concezione democratica dell’agire politico quali i lasciti più importanti di Letizia Colajanni per le nuove generazioni.

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enti/istituzioni: Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta;
persone: Colajanni, Letizia Novella;
soggetti/argomenti: insegnamenti di Letizia Colajanni; libertà;

Pina e Orsola Rotondo 723 1024 Archivio Limone Lunare

Pina e Orsola Rotondo

responsabilità principali
Marcella Geraci (autrice)
Orsola Rotondo, (autrice)
Giuseppina Rotondo (autrice)

Info edizione
lingua: italiana
nazionalità: italiana

data e luogo di produzione
data di produzione: 25 febbraio 2016
luogo di produzione: Caltanissetta

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779.528.924
completo
00:45:06
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abstract
Pina e Orsola Rotondo illustrano le condizioni di lavoro delle ricamatrici a domicilio del comune di Santa Caterina Villarmosa (Cl) a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento, sottolineando come esso si svolgesse senza alcuna contrattualizzazione e fosse sottopagato, il più delle volte al servizio di intermediari e non dei committenti stessi. Raccontano della nascita del movimento di protesta della ricamatrici nel 1971 e della costituzione della Lega delle ricamatrici di Santa Caterina Villarmosa nel 1973, grazie al sostegno della federazione di Caltanissetta del Pci e della Cgil. Riferiscono degli obiettivi delle proteste e ripercorrono le principali lotte condotte dalle ricamatrici, tra le quali la battaglia per l’approvazione della legge n. 877/1973 sul lavoro a domicilio e la manifestazione per la Vertenza Sicilia (Palermo, giugno 1974). Raccontano inoltre della costituzione della cooperativa di ricamatrici “La rosa rossa” nel 1978, del contratto di lavoro ottenuto con l’azienda tessile Frette e delle motivazioni che condussero alla chiusura della cooperativa nel 1980, dettate principalmente dalla concorrenza, da contrasti interni alla cooperativa stessa, dalla diffidenza della comunità di Santa Caterina nei loro confronti e dal mancato sostegno da parte delle pubbliche amministrazioni.

Segmenti

descrizione fisica
inizio: 00:00:00
fine: 00:07:01

abstract
Pina e Orsola illustrano le motivazioni sottese alla scelta di diventare ricamatrici per molte donne di Santa Caterina Villarmosa e descrivono le condizioni di lavoro che vigevano sino all’inizio degli anni Settanta. In particolare, raccontano come le bambine imparassero a ricamare sin dall’età delle scuole elementari, per poi cominciare, già intorno agli undici anni, a prestare il loro lavoro al servizio di “intermediari” che agivano per conto dei committenti. Spiegano come il fatto di diventare ricamatrici sin dalla giovane età fosse il più delle volte dovuto all’impossibilità di poter frequentare le scuole secondarie di primo grado – a causa dell’assenza di strutture scolastiche a Santa Caterina e della mancanza di una disponibilità economica da parte dei genitori, tale da permettere alle figlie gli studi al di fuori del comune – e dunque dalla necessità di svolgere un lavoro. Descrivono inoltre le condizioni di lavoro delle ricamatrici, svolto individualmente nelle case, il più delle volte non retribuito o, nelle migliori delle ipotesi, pagato in nero mediamente cinquanta lire l’ora. Sottolineano infine come in quel periodo a Santa Caterina, e in generale nel Meridione di Italia, non fosse diffusa la cultura della cooperazione e le uniche occasioni di incontro e di confronto durante il lavoro avvenissero in estate, quando le donne si radunavano a lavorare in strada sull’uscio delle proprie abitazioni.

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soggetti/argomenti: condizioni di lavoro delle ricamatrici; intermediari

descrizione fisica
inizio: 00:07:02
fine: 00:16:32

abstract
Pina e Orsola raccontano dell’incremento del lavoro di ricamo a domicilio a Santa Caterina e ripercorrono la nascita del movimento di rivendicazione portato avanti dalle ricamatrici, avvenuta nel 1971. Ricordano come intorno al 1970 il lavoro delle ricamatrici a Santa Caterina si fosse intensificato in seguito al trasferimento ad Agrigento, per motivi di lavoro, di alcune di loro: ciò fece sì che venisse conosciuta l’attività delle ricamatrici di Santa Caterina, non solo ad Agrigento, ma anche a Palermo e in diversi comuni siciliani, che cominciarono a commissionare lavori alle lavoratrici del luogo. Sottolineano come con l’incrementarsi del lavoro, le lavoratrici cominciarono ad avvertire l’esigenza di organizzarsi collettivamente per mobilitarsi contro lo sfruttamento lavorativo. Raccontano inoltre di essere state sostenute nell’organizzazione del movimento della Federazione di Caltanissetta del Pci e dalla Cgil, sottolineando al contempo come fossero state inizialmente osteggiate dalla stessa Sezione di Santa Caterina del Pci.

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Enti/istituzioni: Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta; Partito comunista italiano. Sezione di Santa Caterina Villarmosa; Confederazione generale italiana del lavoro
persone: Papiccio, Pasquale; Petrantoni, Michele; Colajanni, Letizia Novella; Falci, Fiorella
luoghi: Agrigento; Palermo
soggetti/argomenti: incremento del lavoro a domicilio; movimento di protesta

descrizione fisica
inizio: 00:07:02
fine: 00:16:32

abstract
Pina e Orsola rievocano l’istituzione della Lega delle ricamatrici di Santa Caterina Villarmosa che avvenne nel 1973. Si soffermano  sugli scopi principali della cooperativa tra cui quello di rivendicare un lavoro a domicilio regolamentato e pagato adeguatamente – ovvero 100 lire l’ora, più i contributi – e quello di richiedere una interazione lavorativa diretta con i committenti dei tessuti ricamati, senza il tramite degli intermediari. Sottolineano, a proposito dell’organizzazione di riunioni all’interno della Lega, come le donne che vi partecipassero venissero definite “donnacce” dalla comunità. Si soffermano sul ruolo del Pci e della Ggil, ricordando come alcuni militanti della Federazione di Caltanissetta del Pci e del sindacato fossero andati a Santa Caterina per offrire il loro sostegno per la costituzione del movimento e per l’organizzazione di attività e incontri. Ricordano inoltre il contributo di Letizia Colajanni per il movimento, considerata uno dei riferimenti principali per la Lega in virtù del suo impegno a favore della causa e della sua conoscenza delle leggi regionali.

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enti/istituzioni: Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta; Confederazione generale italiana del lavoro;
persone: Della Rosa, Alessandra; Di Francesco, Concetta; Papiccio, Pasquale; Petrantoni, Michele; Arnone, Mario; Falci, Fiorella; Colajanni, Letizia Novella; Mafai, Simona;
luoghi: Partinico; Mirabella Imbaccari;
soggetti/argomenti: Lega delle ricamatrici di Santa Caterina Villarmosa; gelsominaie;

descrizione fisica
inizio: 00:22:34
fine: 00:29:20

abstract
Pina e Orsola rievocano l’organizzazione della manifestazione “Vertenza Sicilia” (Palermo, giugno 1974), i risultati ottenuti e le conseguenze. Ricordano come le riunioni organizzative della manifestazioni fossero state osteggiate dal maresciallo dei carabinieri che minacciò di denunciarle. Raccontano della battaglia per l’approvazione della legge sul lavoro a domicilio (n. 877 del 18 dicembre 1973) e della denuncia presentata dalle ricamatrici di Santa Caterina nei confronti di intermediari e committenti accusati di sfruttamento del lavoro, che portò a una serrata contro le lavoratrici a domicilio e alla sospensione degli incarichi di lavoro. Sottolineano infine la battaglia, condotta con esito positivo dal Pci e dalla Cgil e avente tra i principali promotori Mario Arnone, per il conferimento di un indennizzo di 250.000 lire spettante a tutte le donne che fossero iscritte all’ufficio di collocamento con la qualifica di ricamatrice, per far fronte alla serrata nei loro confronti.

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enti/istituzioni: Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta; Confederazione generale italiana del lavoro;
persone: La Marca, Salvatore; Crocetta, Salvatore; Figurelli, Michele; Geraci, Michele; Papiccio, Pasquale; Arnone, Mario; Augello, Giacomo; Traina, Calogero;
luoghi: Palermo;
soggetti/argomenti: Vertenza Sicilia; legge sul lavoro a domicilio; indennizzo per le ricamatrici di Santa Caterina;

descrizione fisica
inizio: 00:29:20
fine: 00:45:06

abstract
Pina e Orsola rievocano l’esperienza della costituzione, nel 1978, della cooperativa “La rosa rossa”, di cui fecero parte 36 ricamatrici, tra cui Orsola in qualità di presidente, Pina e Letizia Colajanni, e che aveva sede a Santa Caterina presso i locali della Cgil. Sottolineano in particolar modo le cause principali del fallimento di tale esperienza e citano, tra gli episodi più rilevanti, il contratto stipulato con l’azienda tessile Frette e conclusosi dopo circa un anno, principalmente a causa di anonimi che avrebbero sabotato il campionario preparato da loro e inviato all’azienda. Menzionano, quali ulteriori fattori di crisi, non solo la concorrenza con altri soggetti, che vendevano i ricami a prezzi inferiori, ma anche contrasti interni alla cooperativa stessa: raccontano come le donne della cooperativa non approvassero lo stipendio percepito da Orsola non solo perché non ricamava – in quanto presidente della cooperativa era infatti impegnata in viaggi e iniziative per ottenere contratti lavorativi per la cooperativa stessa -, ma anche perché sostenevano che in quanto iscritta al Pci non avrebbe dovuto svolgere la sua attività dietro compenso, ma come militanza. Raccontano infine della chiusura della cooperativa, avvenuta per problemi economici nel 1980, e riferiscono come tra coloro che aderirono al movimento non ci sia stata nessuna donna che abbia continuato a fare politica e come ormai a Santa Caterina siano poche le lavoratrici che si dedicano al ricamo come professione.

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enti/istituzioni: Cooperativa “La rosa rossa”; Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta; Confederazione generale italiana del lavoro; Partito comunista italiano. Sezione di Santa Caterina Villarmosa; Assemblea regionale siciliana; Frette (azienda tessile);
persone: Terracini, Umberto;
soggetti/argomenti: cooperativa “La rosa rossa”; contratto con la Frette; anticomunismo;

Maria Calogera Amato Campanile 768 1024 Archivio Limone Lunare

Maria Calogera Amato Campanile

responsabilità principali
Marcella Geraci, (autrice)
Maria Calogera Amato (autrice)

Info edizione
data di produzione: 18 febbraio 2017
luogo di produzione: Caltanissetta

data e luogo di produzione
data di produzione: 18 febbraio 2017
luogo di produzione: Caltanissetta

descrizione fisica del materiale
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Intervista Maria Calogera Amato_versione Limone lunare
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639.131.376
completo
00:36:59
sonoro
tecnica mono

abstract
Maria Calogera Amato Campanile rievoca il suo legame con Letizia Colajanni e ne traccia un breve profilo sia personale che politico. Delinea la concezione di femminismo maturata da Letizia, individuando i motivi di divergenza rispetto al movimento femminista, e ripercorre le principali battaglie politiche e sociali da lei condotte: si sofferma sulle lotte a fianco delle donne dei minatori, menzionando inoltre le battaglie per l’istituzione di consultori e asili nido, per il diritto all’aborto e per il divorzio. Racconta della considerazione di cui godeva Letizia all’interno del Pci, del suo impegno politico al servizio degli altri e delle iniziative di cui si fece promotrice in seno al Partito, tra le quali l’istituzione dell’Università della terza età. Ricorda inoltre episodi legati all’adolescenza e alla formazione culturale di Letizia e racconta aneddoti di vita quotidiana.

Segmenti

descrizione fisica
inizio: 00:00:00
fine: 00:02:23

abstract
Maria Calogera sottolinea come si consideri e abbia considerato Letizia Colajanni femminista e come entrambe abbiano sostenuto le battaglie condotte dal movimento femminista, sebbene non ne abbiano condiviso le modalità di azione, considerandole emulative di quelle maschili.

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persone: Colajanni, Letizia Novella
soggetti/argomenti: movimento femminista

descrizione fisica
inizio: 00:02:24
fine: 00:07:05

abstract
Maria Calogera riferisce della considerazione di cui godeva Letizia Colajanni all’interno del Pci e delle principali battaglie condotte da quest’ultima, soffermandosi in particolar modo sulle lotte a fianco delle donne dei minatori e ripercorrendo le vicende legate all’esplosione di una miniera di zolfo a Caltanissetta nel 1957: ricorda come l’incidente causò diverse morti fra i minatori e racconta dell’intervento di Letizia, insieme a molte donne e uomini, per far sì che uno di loro, al quale era stato negato l’accesso in chiesa in quanto in vita convivente con una donna al di fuori del matrimonio, potesse ricevere la benedizione presso il municipio di Caltanissetta. Riferisce inoltre delle battaglie per l’istituzione di consultori e asili nido, per il diritto all’aborto e per il divorzio e in generale del suo impegno a fianco delle donne.

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enti/istituzioni: Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta
persone: Colajanni, Letizia Novella
luoghi: Caltanissetta
soggetti/argomenti: lavoro nelle miniere di zolfo; donne dei minatori; battaglie politiche; consultori; asili nido; aborto; divorzio

descrizione fisica
inizio: 00:07:06
fine: 00:12:37

abstract
Maria Calogera sostiene che il padre di Letizia Colajanni – così come molti uomini della sua generazione – non incoraggiò la formazione scolastica della figlia e ricorda di come lei si sia formata prevalentemente studiando insieme ai suoi fratelli. Rievoca inoltre il malessere di Letizia durante l’adolescenza a causa del giudizio altrui sul suo aspetto e ricorda di come sia riuscita a superare successivamente tale sofferenza.

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persone: Colajanni, Letizia Novella
soggetti/argomenti: formazione culturale; adolescenza

descrizione fisica
inizio: 00:12:38
fine: 00:23:02

abstract
Maria Calogera ricorda come Letizia Colajanni, in quanto cattolica, abbia sofferto della scomunica che la Congregazione del Sant’Uffizio inflisse nel 1949 ai comunisti, sottolineando come quest’ultima avrebbe voluto condurre contestualmente le sue lotte politiche all’interno del Pci e frequentare la chiesa, ricevendone i sacramenti. Riflette su come Letizia non sia stata adeguatamente valorizzata all’interno del Pci e su come al suo interno vigesse un struttura, sotto alcuni punti di vista, maschilista. Ricorda la considerazione di cui Letizia godeva all’interno del Pci e il suo impegno politico, rievocando alcune iniziative di cui si fece promotrice, come l’istituzione dell’Università della terza età. Si sofferma su come Letizia concepisse e conducesse l’attività politica, ovvero agendo per un interesse collettivo, senza mai aspirare a incarichi di prestigio, se non quello di deputata. Sottolinea, inoltre, l’impegno di Letizia nei confronti degli altri sin dagli anni della seconda guerra mondiale, quando decise di prestare soccorso presso gli ospedali militari come volontaria della Croce rossa italiana.

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enti/istituzioni: Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta; Croce rossa italiana;
persone: Colajanni, Letizia Novella; Gentile, Teresa; Arnone, Mario; Campanile, Alfonso;
luoghi: Caltanissetta;
soggetti/argomenti: scomunica ai comunisti; maschilismo nel Pci; Università della terza età; attività nella Croce rossa italiana;

descrizione fisica
inizio: 00:23:03
fine: 00:31:05

abstract
Maria Calogera ricorda la personalità di Letizia e il suo atteggiamento protettivo nei confronti delle altre donne. Descrive la casa di Letizia, ricca di ricordi di famiglia, tra cui oggetti dei genitori e giocattoli suoi e dei suoi fratelli, che in alcune occasioni regalava ai nipoti, e ricorda aneddoti di vita familiare. Ipotizza quali condizioni potessero essere state causa di sofferenza per Letizia.

chiavi d’accesso
persone: Colajanni, Letizia Novella; Colajanni, Pompeo (junior); Colajanni, Simona
soggetti/argomenti: vita quotidiana

descrizione fisica
inizio: 00:31:05
fine: 00:36:59

abstract
Maria Calogera ricorda come sia suo padre sia il padre di suo marito Alfonso Campanile avessero inizialmente aderito con entusiasmo al fascismo, distaccandosene in un secondo momento. In particolare, racconta che suo suocero rivestì la carica di federale, ma si dissociò dal fascismo alla vigilia della seconda guerra mondiale, quando, dopo essere stato trasferito a Gela per ispezionare la costa e verificare il possesso degli armamenti, e resosi conto che non vi erano le condizioni per affrontare un conflitto di tal sorta, venne dichiarato ugualmente l’ingresso in guerra.

chiavi d’accesso
enti/istituzioni: Partito nazionale fascista. Opera nazionale balilla; Movimento sociale italiano; Democrazia cristiana; Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta
persone: Campanile, Francesco; Mussolini, Benito
luoghi: Caltanissetta; Gela

Teresa Gentile 788 1024 Archivio Limone Lunare

Teresa Gentile

responsabilità principali
Marcella Geraci (autrice)
Teresa Gentile (autrice)

Info edizione
lingua: italiana
nazionalità: italiana

data e luogo di produzione
data di produzione: 20 marzo 2016
luogo di produzione: Caltanissetta

descrizione fisica del materiale
copia di catalogazione
Intervista a Teresa Gentile_versione Limone lunare
alta risoluzione
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3.784.455.364
completo
1:10:38
sonoro
tecnica mono

abstract
Teresa Gentile racconta della sua attività sindacale e politica tra le fila della Cgil scuola e del Pci, dove conobbe Letizia Colajanni. Teresa inizia la sua militanza nel Pci nel 1975, in occasione del referendum sul divorzio, battaglia che portò avanti con Letizia e altre compagne che militavano nella Sezione Faletra di Caltanissetta. Teresa Gentile racconta dell sua esperienza all’interno del Partito che rievoca come conflittuale, soprattuto per il rapporto con alcuni compagni che, nonostante la sua esperienza decennale come deputata regionale (1976-1986), la portò a non rinnovarne la sua adesione al Pci. Ripercorre quindi le battaglie condivise con Letizia Colajanni, dal referendum per il divorzio, alla legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, dall’approvazione delle leggi per l’istituzione degli asili nido e i consultori familiari fino alle battaglie per le leggi sull’assistenza per portatori di handicap e in favore degli anziani.

Segmenti

descrizione fisica
inizio: 00:00:00
fine: 00:02:16

abstract
Teresa Gentile racconta l’inizio della sua attività sindacale, prima nella Cisl scuola, successivamente nella Cgil scuola, dove ha ricoperto la carica di membro del Comitato direttivo. Rievoca il suo avvicinamento al Pci, dove militava già da tempo anche il marito Oreste Lo Giudice che ricorda come l’artefice dell’incontro tra lei e Letizia Colajanni. Al centro c’è il suo impegno nel settore della scuola influenzato fortemente dall’incontro con Letizia in occasione di un’iniziativa sindacale in sostegno della lotta delle insegnanti elementari per la graduatoria unica.

chiavi d’accesso
enti/istituzioni: Confederazione generale italiana del lavoro; Partito comunista italiano. Federazione provinciale, Caltanissetta; Cgil – scuola, Caltanissetta;
persone: Lo Giudice, Oreste;
luoghi: Caltanissetta;
soggetti/argomenti: attività sindacale;

descrizione fisica
inizio: 00:02:17
fine: 00:19:50

abstract
Teresa Gentile ricorda del suo avvicinamento al Pci, avvenuto nel 1974 in occasione del referendum abrogativo della legge sul divorzio, battaglia che porta avanti, come Letizia Colajanni, da cattolica. Nel 1975, in occasione della vittoria alle elezioni amministrative, decide di iscriversi al Partito comunista, da un lato incoraggiata dall’apertura che il Pci mostra, proprio in quegli anni, nei confronti di indipendenti e cattolici, dall’altro spinta dall’esperienza come docente nel quartiere Angeli di Caltanissetta dove ha modo di confrontarsi con la precarietà economica ed esistenziale delle famiglie dei suoi alunni. Accenna quindi ad alcuni momenti di vita del quartiere con particolare riferimento al gioco d’azzardo “zichinetta”, spesso motivo di dissidi familiari. Della sua esperienza nel Partito riporta soprattutto le tensioni e i conflitti con alcuni compagni, e riferisce, a titolo esemplificativo, le critiche che le mossero nel 1975 per uno suo intervento in occasione di un’iniziativa sulla scuola, per non aver adottato un linguaggio in linea con il Partito. Dopo l’esperienza come deputata regionale, decide di non rinnovare la sua iscrizione al Pci, non riconoscendosi più in un partito ormai lontano dalla società civile e minato da un forte individualismo. Ricorda invece come esperienza politica più “concreta” quella da lei svolta a Villa Ascione, dove venne chiamata in qualità di docente per un programma di recupero per soggetti in condizione di svantaggio socio – culturale.

chiavi d’accesso
enti/istituzioni: Villa Ascione; Partito comunista italiano. Federazione provinciale. Sezione Guido Faletra, Caltanissetta;
persone: Occhetto, Achille;
luoghi: Caltanissetta;
soggetti/argomenti: il linguaggio del Partito comunista italiano; iscrizione al Pci; attività professionale e sindacale in Cgil scuola;

descrizione fisica
inizio: 00:20:00
fine: 00:28:30

abstract
Teresa Gentile rievoca il suo primo incontro, del tutto casuale, con Letizia Colajanni, avvenuto nel 1962, e di come Letizia dopo quell’incontro la coinvolse in un’iniziativa sindacale in sostegno della lotta delle insegnati elementari per la graduatoria unica. Da quel momento il rapporto con Letizia si intensificò, soprattutto nella condivisione delle battaglie portate avanti in occasione del referendum per la legge sul divorzio e per quella sull’interruzione volontaria di gravidanza. Di queste battaglie Teresa ricorda, nonostante la loro condivisa fede cattolica, lo slancio veniva dal desiderio di offrire alle donne la possibilità di affermare se stesse oltre il vincolo istituzionale del matrimonio. Rievoca quindi una Letizia “maestra”, con un modo di comunicare con la gente non istituzionale – che definisce “viscerale” – e di cui fa tesoro nelle sue successive esperienze in contesti come quelli di Villa Ascione e del quartiere Angeli di Caltanissetta.

chiavi d’accesso
enti/istituzioni: Villa Ascione
persone: Lo Giudice, Oreste
luoghi: Caltanissetta
soggetti/argomenti: attività politica

descrizione fisica
inizio: 00:28:31
fine: 01:01:38

abstract
L’intervistata ripercorre i suoi dieci anni di attività da deputata regionale ricordando le difficoltà nel districarsi tra la famiglia e la vita politica. Ricorda come in quegli anni, durante il suo lavoro all’Ars, la presenza di Letizia e il confronto con le compagne comuniste fu fondamentale per il buon esito di alcune sue battaglie parlamentari. Rievoca in particolare il lavoro svolto nella Commissione Sanità, la battaglia parlamentare per l’applicazione regionale della legge sugli asili nido e l’occupazione dei locali comunali in via De Gasperi per richiedere l’apertura in quello spazio di un asilo nido. Teresa Gentile prosegue quindi il racconto sulla sua attività all’Ars parlando della legge sull’assistenza a favore dei portatori di handicap e degli anziani e soffermandosi su alcuni retroscena dell’iter di approvazione della legge legati alle vicende del Centro Oasi di Troina. L’intervistata afferma di non aver avuto, come pure la stessa Letizia, un’esperienza femminista. Sia lei che Letizia non hanno infatti voluto erigere la differenza di genere a obiettivo della loro militanza. Nonostante ciò, racconta di aver aver lottato con le femministe per la legge sull’aborto e di aver avuto con le nuove generazioni un rapporto di profondo rispetto. Racconta di Letizia come “ponte” tra le diverse lotte, definendola una donna laica e libera, una leader umile, presente e nascosta.

chiavi d’accesso
enti/istituzioni: Assemblea regionale siciliana; Centro Oasi di Troina; Partito comunista italiano. Federazione provinciale. Sezione Guido Faletra, Caltanissetta
persone: Castello, Antonietta; Vitale, Ester; Rizza, Lucio; Berlinguer, Enrico