Barbara Amodeo 876 594 Archivio Limone Lunare

Barbara Amodeo

Responsabilità principali
Clara Lininder (intervistatrice)
Chiara Bertazzino (intervistatrice)
Sara Manali (docente)

Info edizione
lingua: italiana
nazionalità: italiana

Data e luogo di produzione
data di produzione: 31 maggio 2022

Descrizione fisica del materiale
copia di catalogazione Intervista a Barbara amodeo
Mp3
55,3 MB
00:45:50
sonoro
tecnica stereo

Abstract
Intervista a Barbara Amodeo, studentessa della facoltà di lettere e filosofia, che ha partecipato al movimento della Pantera nel 1989-90. Amodeo individua nell’assemblea l’organo principale del movimento, che gli consente di essere aperto e dinamico nella distribuzione delle funzioni e dei ruoli tra i membri. L’opposizione alla legge Ruberti si combinava con la rivendicazione di una più alta qualità della didattica e della democrazia all’interno dell’università. Il movimento ha subito una forte esposizione mediatica, non lasciandosi strumentalizzare, ha saputo rivolgere a proprio vantaggio e in modo creativo l’attenzione della stampa.

Segmenti

Descrizione fisica
inizio 00:00:01
fine 00:10:39

Abstract
Barbara Amodeo chiarisce che i motivi che la spinsero ad aderire al movimento furono diversi, riferibili soprattutto alle condizioni delle strutture universitarie, alle modalità della didattica e al baronato. Il movimento della Pantera era gestito in modo assembleare e democratico e prevedeva la partecipazione a rotazione di singoli studenti a diverse attività, in questo modo tutti venivano coinvolti, senza discriminazioni di genere.

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soggetto/argomento:gruppi di studio, autogestione, seminari femministi, ruoli di genere

descrizione fisica
inizio 00:10:40
fine 00:22:34

abstract
Barbara Amodeo riconosce l’esistenza, antecedente al movimento, di pratiche politiche e di esperienze di organizzazione studentesca, sia in forme strutturate che auto-organizzate. Di conseguenza, la successiva perdita degli spazi occupati non comportò la disgregazione dei gruppi di studio. La condizione degli atenei nel Mezzogiorno era particolarmente carente, motivo per cui la protesta trovò da subito una forte adesione a livello locale, per poi estendersi rapidamente su scala nazionale. Altri eventi, come la caduta del Muro di Berlino e la protesta di piazza Tienanmen, indicavano che la generazione dell’epoca era attraversata da tensioni e trasformazioni profonde, che spingevano verso un cambiamento inevitabile.

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soggetto/argomento: partecipazione, qualità della didattica, democrazia, Tienanmen, protesta, muro di Berlino, trasversalità

descrizione fisica
inizio 00:28:32
fine 00:31:31

abstract
Barbara Amodeo riferisce che una componente minoritaria non aderì alla protesta, i gruppi di destra contrastarono l’occupazione, ma non arrivarono mai ad uno scontro. Si crearono delle sessioni di laurea straordinarie per gli studenti che lamentavano l’impossibilità a laurearsi per via dell’occupazione.

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luoghi: Palazzo Steri
soggetto/argomento: gruppi politici, occupazione, sessioni di laurea, forme di partecipazione

descrizione fisica
inizio 00:31:32
fine 00:36:21

abstract
Barbara Amodeo ricorda l’assemblea di Palermo, convocata per elaborare una lista di proposte da sottoporre al Governo. L’evento fu segnato da una partecipazione straordinaria, tale da mettere in crisi il tradizionale meccanismo della delega e della rappresentanza. Nei giorni successivi si svolse l’assemblea nazionale a Firenze, dove tuttavia iniziarono a emergere le prime pressioni politiche, che cominciavano a condizionare la piattaforma e a orientarne i contenuti.

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soggetto/argomento: assemblea nazionale, strumentalizzazione, democrazia diretta, partecipazione

descrizione fisica
inizio 00:36:22
fine 00:45:50

abstract
Barbara Amodeo sottolinea come la Regione Sicilia non disponesse di una legge sul diritto allo studio, una mancanza che contribuiva ad ampliare il divario già esistente tra Nord e Sud. Il movimento denunciava questa disparità e ne chiedeva il superamento, opponendosi a una visione del sistema di istruzione e ricerca subordinato agli interessi delle imprese, che avrebbe inevitabilmente penalizzato gli studenti meridionali. Le disuguaglianze di contesto, infatti, avrebbero favorito le università situate in aree con condizioni sociali ed economiche più vantaggiose, in grado di stipulare un numero maggiore di convenzioni e attrarre finanziamenti privati più consistenti.

chiavi d’accesso:
soggetto/argomento: protesta, ottica neoliberale, forme di partecipazione, diritto allo studio, movimento nazionale, rivendicazione, divario tra Nord e Sud, disparità, privatizzazione, vento del sud, legge Ruberti