Antonio Caruso
responsabilità principali
Riccardo Raccuglia (intervistatore)
Miriam Palazzolo (intervistatrice)
Andrea Mazzei (intervistatore)
Sara Manali (docente)
Info edizione
lingua: italiana
nazionalità: italiana
data e luogo di produzione
data di produzione: 18-19 aprile 2023
descrizione fisica del materiale
copia di catalogazione Intervista a Antonio Caruso
Mp3
22 MB
00:08:35
sonoro
tecnica stereo
abstract
Antonio Caruso partecipò attivamente al movimento della Pantera, ricoprendo anche un ruolo di primo piano in occasione dell’Assemblea nazionale di Firenze del 1990, di cui presiedette una seduta. Il movimento nacque in risposta alla proposta di legge Ruberti, che scosse profondamente il mondo universitario, già segnato da un diffuso malessere dovuto alle precarie condizioni infrastrutturali, a un clima generale di protesta contro la mafia e agli eventi bellici internazionali di quegli anni. La proposta ministeriale veniva percepita come un tentativo di privatizzazione dell’università pubblica: essa prevedeva l’introduzione di test di accesso alle facoltà, la ristrutturazione dei corsi secondo il modello 3+2 e l’apertura agli investimenti privati nei bilanci universitari. In segno di protesta, il 5 dicembre 1989 gli studenti della Facoltà di Lettere dell’Università di Palermo diedero avvio all’occupazione, rapidamente seguiti dalle altre facoltà e, successivamente, da numerosi atenei in tutta Italia. Il movimento assunse in breve tempo una dimensione nazionale e ottenne grande visibilità, attirando l’attenzione della stampa e dei partiti politici. Il suo apice può essere individuato nell’Assemblea del 9 febbraio 1990, dedicata al tema della violenza e non-violenza nella protesta, durante la quale Caruso presiedette la seduta. Il movimento si concluse a fine marzo 1990, dopo aver ottenuto alcune vittorie parziali sui temi oggetto di mobilitazione. Partendo dalla propria esperienza nella Pantera e dal successivo impegno civico a Palermo e in altre parti d’Italia, Caruso riflette sull’aspetto etico della protesta, soffermandosi in particolare sul contesto cittadino palermitano, segnato in quegli anni da violenze mafiose, corruzione diffusa e tensioni sociali.
Segmenti
descrizione fisica
inizio 00:00:01
fine 00:03:16
abstract
Caruso afferma che il movimento scelse sin dall’inizio di adottare una linea di protesta non violenta, prendendo le distanze dai modelli conflittuali dei movimenti precedenti. La lotta si fondava su contenuti chiari e su una comunicazione efficace, capace di rendere visibili le rivendicazioni studentesche.
La contestazione alla legge Ruberti rappresentò per gli studenti palermitani un’occasione cruciale per far sentire la propria voce, in un contesto segnato da profondi cambiamenti e da una diffusa crisi dei valori politici, economici e sociali.
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soggetto/argomento: lotta, crisi dei valori, crescita, protesta non violenta, legge Ruberti, forze dell’ordine
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inizio 00:03:17
fine 00:04:30
abstract
Secondo l’intervistato, la Pantera si muoveva su più livelli, perseguendo obiettivi diversificati. Sul piano nazionale, la mobilitazione si opponeva a una politica universitaria inserita in una più ampia logica di globalizzazione e capitalismo, percepita come minaccia all’accesso libero e democratico al sapere. Sul piano locale, invece, emergeva con forza l’esigenza di una maggiore rappresentatività degli studenti all’interno delle singole facoltà, dove il loro ruolo politico risultava spesso marginale.
Proprio quest’ultimo livello fu quello che ottenne i risultati più concreti: al termine dell’occupazione, il potere di contrattazione degli studenti si rivelò significativamente accresciuto rispetto all’inizio della mobilitazione.
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soggetto/argomento: autonomia universitaria, movimento nazionale, occupazione, potere contrattuale, ideali
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inizio 00:04:31
fine 00:05:20
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Caruso ricorda che il movimento cercò attivamente di intrecciare relazioni solidali anche con il mondo del lavoro. Un esempio significativo fu il sostegno espresso agli operai della Keller, allora minacciati dal rischio di licenziamento. Nonostante questi tentativi di allargare il fronte della protesta, la Pantera rimase un movimento a prevalente carattere studentesco, senza mai trasformarsi in una mobilitazione di massa.
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soggetto/argomento: movimento di massa, movimento studentesco, lavoratori
ente: Keller (azienda del settore geotecnico)
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inizio 00:05:22
fine 00:06:39
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L’intervistato sottolinea che attorno al movimento gravitavano diversi gruppi politici, tra cui anarchici, democratici popolari, autonomi e militanti della FIGC. Pur nella diversità delle posizioni e nei tentativi, talvolta, di orientare o strumentalizzare la protesta, tutti condividevano l’importanza di mantenere l’occupazione. Nonostante le tensioni, prevaleva una volontà comune di non compromettere l’unità del movimento e di difendere gli spazi conquistati.
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soggetto/argomento: lotta, strumentalizzazione
ente: Fgci (organizzazione politica), Democratici popolari (partito politico)
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inizio 00:06:40
fine 00:08:35
abstract
Secondo Caruso alla base del movimento vi era una forte idea di coinvolgimento collettivo, volta a includere attivamente tutti gli studenti. A tal fine venivano istituiti gruppi di lavoro tematici, che affrontavano sia questioni legate all’università sia temi più ampi, come le politiche giovanili. Uno degli obiettivi fondamentali era la costruzione di spazi di socializzazione: la sera si organizzavano eventi, cene, concerti e momenti conviviali aperti a tutte e tutti, in un clima di condivisione e partecipazione libera.
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soggetto/argomento: partecipazione, statuti universitari, socializzazione, tossicodipendenza, politiche giovanili, gruppi di lavoro

